Come alzarsi la mattina col piede giusto.
Ci sono quelle mattine in cui, appena messo i piedi giù dal letto, pensi ” Oddio, quante cose da fare oggi, sono stanca” Guardi la sveglia, le 6e30. La voglia di ributtarti giù è forte, ma sai che se lo fai, mentre ti racconti dei fatidici altri 5 minuti, rimani fregata e ti alzerai alle 9 come minimo.
Ti è mai successo?
Ti alzi controvoglia, sentendo un peso sulle spalle di quasi una tonnellata, ti avvii, trascinandoti, verso il bagno: un’occhiata sfuggente allo specchio, i capelli spettinati, lo sguardo quasi assente, uno sbadiglio, un pò d’acqua fresca sul viso. Ora si può fare pipì.
Ti pregusti già il tuo caffè e poi fai colazione, perché la fai colazione vero?Se la fai ok, altrimenti sarà meglio che cominci a porvi rimedio, perché, bada, vengo lì!
Scusa, mi son fatta prendere dalla deformazione professionale! Per ora sorvolo, ma solo per ora.
Torniamo al nostro inizio giornata. Ti lavi i denti . Ti vesti, ti pettini. Un’ultima occhiata e sei pronta.
A questo punto, sia che tu resti a casa, sia che tu esca, sei in ballo. Ma ancora quel malessere indefinito e latente rimbalza da una parte all’altra nel tuo corpo interno. L’insofferenza è lì che ti alita nelle orecchie pronta a piombare sul primo minimo accenno di contrarietà. Cominci ad occuparti delle tue incombenze, ma non ne sei coinvolta, è come se tu vivessi una vita che non ti appartiene, è come se tu non fossi lì. D’accordo, ci sei fisicamente, ma la tua mente dov’è? in quali luoghi sta vagando? sta cercando di placare la sua insoddisfazione, o forse l’ultimo pezzo mancante al suo puzzle, di quel colore e forma indefinito per completare il quadro.
Non è una bella sensazione vero? Ti senti in prestito, fuori luogo. Sembra che tutto non sia abbastanza bello, ben fatto, utile. A quel punto, metti la testa in folle e assolvi le tue mansioni di routine , tanto per toglierti di dosso un pò di peso. E ‘ormai mezzogiorno, non ostante tutto, e anche con un pò di fatica, sei in pari. Ti guardi intorno, ma ti rendi conto che tutto ciò non ti sollevato, il tuo peso sulle spalle non è diminuito. Anzi, sembra con molti chili in più, tanto che temi di restarne sopraffatto.
Le motivazioni potrebbero essere molteplici, tutte più o meno plausibili. Non mi voglio soffermare su queste perchè sicuramente le conosci anche tu. Io voglio andare oltre. Troppo spesso le motivazioni che ci raccontiamo sono come la punta di un iceberg, sono scuse che nascondono i veri motivi.
Dai, mettiti comodo, siamo solo io e te qui adesso, anzi ci sei solo tu, di me ci sono le mie riflessioni, la radiografia di ciò che ho vissuto sulla mia pelle.
Che cos’è che ti pesa così sulle spalle? Ora puoi ammetterlo, lo saprai solo tu. E’ l’insoddisfazione? La delusione? La solitudine? Ti accorgi che solo il leggere queste parole sta cambiando la tua percezione? ti si sta abbassando l’entusiasmo, l’energia.
Questa è la dimostrazione tangibile che ciò che ti sto per scrivere è vero.
Quando nel più profondo della tua anima sei inquieto perché sei insoddisfatto, perché ti manca qualcosa o non hai raggiunto un tuo obiettivo, affiorano i dubbi che ti domandano come mai non riesci a soddisfare le tue necessità. Hai un dialogo interno. Hai due possibilità: o lo assecondi, o lo ignori. Non so per quale misterioso motivo, la stragrande maggioranza di noi, per prima reazione lo ignora.
PERCHE’?
Per pigrizia, perché sappiamo bene, da qualche parte della nostra mente, che se lo prendiamo in considarezione, poi siamo costretti a lavorare su noi stessi, magari a dover ammettere che c’è da cambiare qualche convinzione, qualche abitudine, il che comporta impegno , fatica e a volte anche sofferenza: tutte parole che non ci piacciono una granché. La reazione che applichiamo è cercare delle scorciatoie. Per queste ultime non ci affatica affatto spendere risorse, anzi, più le rendiamo sofisticate, più ci crogioliamo in esse fino a quando poi per un evento qualsiasi, la nostra scusa non ci regge più e precipitiamo un pò più giù nel nostro grigiore.
Ammettiamolo, noi siamo persone di carattere, mica ci lasciamo scoraggiare, così eccoci di nuovo all’opera per ricostruire un’ altra… scusa! Tenaci, non c’è che dire!!
Ma non ti viene il dubbio di pensare che a tutto questo costruire e veder cadere le tue scuse, forse è meglio cercare una soluzione definitiva che chiuda quel ciclo una volta per tutte in modo da poterti dedicare poi ad altro? Non ti ha mai sfiorato la considerazione che, a conti fatti, alla fine spendi più risorse a rifabbricare all’ infinito le scuse, che a risolvere la questione assumendoti le tue responsabilità?
Se fai sempre le stesse cose, otterrai sempre i medesimi risultati.
Il cambiamento, fonte di risultati.
Io sono per il massimo rendimento col minimo sforzo. Bada che qui, minimo non equivale a quasi zero.
Vuol dire minor impegno rispetto alle infinite volte che resetti le scusa, il che è il metro migliore per misurare l’intensità e il dispendio di energie da impiegare nel raggiungere l’obiettivo del benssere.
Questo è il modo giusto per calcolare equamente cosa e quanto ti serve per risolvere la questione.
Che sia per questo che si dice ” la strada più facile non è mai la migliore”??
Cambia atteggiamento
Ogni volta che ti senti debole, fiacco interiormente, FERMATI, RESPIRA PROFONDAMENTE E RILASSATI, cerca di ascoltare davvero quello che hai dentro, decodifica i messaggi del tuo corpo, della tua mente, poniti delle domande fino a quando sei sicuro di essere arrivato il nocciolo della questione. SCAVA DENTRO DI TE PER SCOPRIRE IL VERO MOTIVO CHE DISPERDE LE TUE ENERGIE.
Se questo ti riesce difficile, e le prime volte che lo fai è più che probabile, non scoraggiarti, non mollare per due motivi:
1) nessuno nasce “imparato” (concedimelo)
2) il viaggio che ti porterà alla meta più lontana, comincia sempre col primo passo!
poi c’è quella citazione che recita: la differenza tra un perdente ed un vincente, è che cadendo ambedue le stesse volte, il secondo si rialza una volta di più.
Poniti le giuste domande.
Chiediti che ruolo hai avuto tu stesso per la situazioni in cui ti trovi, la potevi evitare? potevi fare un’altra scelta?Cosa sarebbe successo se ti fossi mosso in maniera differente?
Conclusione
Se ti piace qualcosa GODITELA
Se non ti piace qualcosa EVITALA
Se non puoi evitarla TRASFORMALA
Se non la puoi nè evitare, nè trasformare
accettala per un tempo stabilito.