Come vivere ogni situazione (approfondimento)
Ho concluso questo post con una citazione che, a mio modesto parere, può fare veramente la differenza.
Le prime due frasi sono chiare come sono. Io mi voglio soffermare un attimo sulle due successive. La prima dice : ” se non puoi evitarle, trasformale“. Sembra facile a dirsi, ma come si fa?
Qui entra in campo la tua fantasia, la tua creatività. Ormai lo sai che mi piace arrivare al sodo attraverso esempi, ed eccotene uno subito preso dalla mia esperienza personale.
Mi sono sposata a 18 anni, ho lasciato gli studi al terzo anno di ragioneria, dal centro della mia bellissima Bologna mi sono trasferita sulle verdeggianti colline di Sasso Marconi nella fattoria dei miei suoceri. Non avevo mai visto una mucca a distanza ravvicinata: mi sembrava enorme, se alzava la testa era più alta di me! All’epoca ne avevamo solo 16, più il toro. Ad un mese dalle nozze avevo imparato a mungerle con la mungitrice elettrica, a pulire la stalla. All’inizio, presa dalla novità, mi piaceva, anche se avevo un pò paura di quelle bestione.Poi, quando mi sono resa conto che quello sarebbe stato il mio futuro…bèh! non è che mi piacesse poi più tanto.
I miei orari vertivano in funzione delle mucche: sveglia alle 5 per andare a mungere ed essere pronta all’arrivo del lattaio, ore 12 altro giro per riassettare loro la paglia, ore 17 di nuovo a mungere con tutti gli annessi e connessi. Era un lavoro pesante, poi mi sembrava di essere sempre là. Mi dava fastidio l’odore che misi impregnava addosso, mi rompevo la schiena a sollevare il secchio della raccolta del latte, era difficoltoso passare in mezzo a due di loro col secchio della biada: ne erano ghiotte e appena ti sentivano armeggiare con acqua e sacchi di farina non si contenevano proprio! E poi tutti i giorni erano uguali, avevano la dannata abitudine di mangiare ed essere munte anche di domenica, il giorno di Natale, di fine anno, Pasqua e tutte le feste. Che rabbia quando la domenica ci venivano a trovare i nostri amici e io , a metà pomeriggio, dovevo lasciarli due ore per andare in “ufficio”. Era devvero una vita dura per me!
Capisci? niente vacanze, niente dormire la domenica mattina, se dovevi uscire dovevi farlo calcolando di tornare al massimo per le 17 e 30: che palla!!!!
Ci voleva un’idea! si ma quale? Vendere le mucche? magari, ma improponibile. Visto e considerato che non potevo evitare la mia mansione, ho deciso di trasformarla a mio vantaggio. Mi ci son messa d’ impegno, ho cominciato a lavorare come se quello fosse il lavoro più bello del mondo, come se da quello dipendesse la mia vita, mi son messa l’obiettivo di diventare un’esperta. Ho resistito per ben 23 anni e non con solo 15 capi, bensì un centinaio, tra manze da latte e vitelli, per poter avere aver il naturale ricambio e mungere 36 vacche tutto l’anno.
Mi son sentita fiera di me stessa quando mio marito ha pensato di costruire una stalla più grande e più moderna ed automatizzata: stavo mantenendo la promessa di essergli complementare fatta quando ci siamo scambiati gli anelli.
Capisci la strategia? non potendo cambiare la situazione, ho mutato il mio atteggiamento verso essa. Questo cambiamento di visuale mi ha permesso di apprezzare molte più cose, come per esempio, godermi l’alba. Nelle mattine fredde e limpide dell’inverno vedere il sole spuntare dalla collina di fronte e inondare la vallata opposta, che se poi era ricoperta di neve, era davvero uno spettacolo che ti allargava l’anima. Assistere il parto delle mucche, mi ha preparato moltissimo alla nascita dei nostri 5 figli. Ho imparato ad apprezzare i ritmi dlla natura, tanto è vero che sono 32 anni che non porto l’orologio al polso. Mi fermo qui sennò scrivo un papiro!
A volte possiamo incontrare sulla nostra strada delle situazioni che non possiamo cambiare, perchè ci sono esterne. Dentro di noi, però, possiamo essere tutto e il suo contrario: dipende solo dalla scelta che vogliamo fare. Basta aver ancora un pò di voglia di giocare con noi stessi, con le infinite potenzialità che abbiamo dentro di noi per ottenere dei risultati sorprendenti.
E se tutto ciò non bastasse? hai un’ultima chance: inquadra la situazione dentro un limite di tempo, pensa, convinciti che non sarà per tutta la vita.
Anni fa ho dovuto affrontare un intervento chirurgico abbastanza complesso. Siccome sono un essere umano come tutti, avevo un pò di “strizza”,ero un pò preoccupata: l’anestesia, il timore di soffrire del male fisico, che qualcosa andasse storto, ossia dover affrontare degli strascichi o un intervento riuscito male… sai cosa si pensa in questi frangenti. Dopo cinque minuti di panico, mi son ripresa. Mi sono proiettata nel futuro, ad una settimana dall’operazione, a quando sarei tornata a casa “rimessa a posto”. Ho cominciato ad immaginarmi il ritorno ad una vita “normale”, senza le debilitazioni cui ero sottoposta da diverso tempo fino a quel momento: il tempo mi è sembrato trascorrere più velocemente.
La nostra mente è una fonte inesauribile di risorse. Anche quando da ragazzina dovevo andare dal dentista, invece di soffrire prima ancora di essere seduta sulla poltrona dello studio, mi proiettavo nel momento in cui sarei uscita senza dolore e col problema risolto.
E’ come riporre una maglia nell’armadio dopo averla infilata in una busta di plastica: resterà sempre delimitata , non si scompiglieràe alla sua stagione sarà già pronta per l’uso.