PUNTO A CAPO, LETTERA MAIUSCOLA

Anche quest’anno il rituale si ripete: Natale, Santo Stefano, Capodanno e l’Epifania che ogni festa porta via.

Come ogni anno, le varie tendenze pro o contro queste feste si ripropongono: c’è chi si da un gran da fare per i preparativi, i regali, i pranzi gli inviti, chi si “ribella all’egemonia del consumismo”, chi perpetua il rito di Babbo Natale, chi dice che babbo Natale deve darsi una ragolata per non apparire così in carne, col naso rosso per i “cicchetti” che si sciroppa da una casa all’altra per poi mettersi alla guida della sua slitta in evidente stato di semi ebbrezza, senza casco per giunta: che cattivo esempio!!!

Credo che questo valga anche per la Befana, tutta trasandata, dimostrazione palese di non cura del proprio look, che scorazza per la volta celeste senza le luci di posizione sulla sua scopa, col rischio di collisione e senza casco pure lei!

Dobbiamo adeguarci ai tempi moderni, di conseguenza devono farlo anche le antiche fantasticherie popolari.

Certamente non voglio ingrossare le fila di chi parla o sparla del Natale, ormai conosciamo tutti le diverse correnti di pensiero, che davvero sono tante, e correrei solo il rischio, nello starci in mezzo, di prendere il raffreddore, e non riuscire a dire che forse il punto è un altro.

Osservavo con quanta trepidazione, felicità genuina ed euforia, la mia nipotina di tre anni scartava i regali. Mi ha fatto molta tenerezza.

La sua autentica meraviglia distribuita equamente sia per il pacco “importante” sia per le piccole cose, quella stessa che esprime con gridolini di gioia quando dalla busta della spesa settimanale estrae i suoi biscottini, i mandarini o una nuova spugna colorata per lavare i piatti. Per lei sono eventi straordinari: è ancora lontana dal dare tutto per scontato, tutto per dovuto; sembra quasi che ogni giorno sia Natale; ogni giorno qualcosa da scoprire, sperimentare, condividere e rinnovare, come quei pochi istanti in cui ci abbracciamo e ci diciamo a vicenda “ti voglio bene”.

Sì, forse ha proprio ragione lei.

Forse il modo migliore per affrontare questo periodo dell’anno con lo spirito giusto, sarebbe proprio quello dei bambini: fare dello straordinario la quotidianità!

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