<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Consapevolezza! Istruzioni per L&#039;uso &#187; cervello</title>
	<atom:link href="http://consapevolezzadelse.com/tag/cervello/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://consapevolezzadelse.com</link>
	<description>Scorci di vita di uno struzzo che non ha più voluto nascondere la sua testa nella sabbia!</description>
	<lastBuildDate>Sat, 26 Dec 2009 09:10:45 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Il cervello: la nostra &#8220;mappa&#8221;</title>
		<link>http://consapevolezzadelse.com/la-nostra-mappa/</link>
		<comments>http://consapevolezzadelse.com/la-nostra-mappa/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 16:34:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esterventura</dc:creator>
				<category><![CDATA[consapevolezza di sè]]></category>
		<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[convinzioni]]></category>
		<category><![CDATA[mente]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://consapevolezzadelse.com/?p=97</guid>
		<description><![CDATA[Come si fa ad acquisire la consapevolezza di sè? Cosa vuol dire in pratica?
Lo sappiamo tutti che il nostro cervello è ubicato dentro la scatola cranica, ben protetto da una parete ossea e che non ha contatti diretti con l&#8217;esterno. Se ne sta al buio, in cima alla nostra testa e, finchè abbiamo un anelito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-99" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" src="http://consapevolezzadelse.com/wp-content/uploads/2009/11/cervelli-in-mano-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />Come si fa ad acquisire la consapevolezza di sè? Cosa vuol dire in pratica?</p>
<p>Lo sappiamo tutti che il nostro cervello è ubicato dentro la scatola cranica, ben protetto da una parete ossea e che non ha contatti diretti con l&#8217;esterno. Se ne sta al buio, in cima alla nostra testa e, finchè abbiamo un anelito di vita, lui non cessa di elaborare, anzi, per meglio dire è il contrario, finchè lui lavora, noi siamo coscienti di essere vivi.</p>
<p>Qual è la sua funzione?</p>
<p>Per prima cosa dirige tutte le nostre funzioni vitali, quali battito cardiaco, respirazione,  le varie funzioni ghiandolari e via discorrendo e lo fa alla grande e non ostante noi non ci rendiamo neppure conto della complessità di tutti questi equilibri. Per esemplificazione, noi diciamo che le applica in automatico.</p>
<p>Ma tutto il resto? Come si forma e si fissa  in esso la nostra conoscenza, il &#8220;nostro sapere&#8221;?</p>
<p>Attraverso i nostri cinque sensi,( vista, tatto, odorato, udito, gusto), lui registra ogni nostra sensazione e la catologa. Come? scomponendola in frammenti e archiviandola in uno schedario dalle voci infinite.</p>
<p>Ti faccio un esempio. Tocchi una rosa. In un nano secondo, il cervello raccoglie tutte le informazioni: dimensione, colore, forma, staticità (dalla  vista); fragilità, delicatezza, morbidezza (dal tatto) profumo, intensità( dall&#8217; odorato); nessuna emissione di suono (dall&#8217;udito): non commestibile ( dal gusto).</p>
<p>A questa prima &#8220;scansione&#8221; ne segue una seconda, come una sottocategoria, in cui crea dei collegamenti con altre inforamzioni  già archiviate. Per esempio, grande come&#8230; rosso intenso come una ciliegia, il sangue, il colore dell&#8217;amore&#8230; delicatezza come seta o velluto, sensazione piacevole&#8230; ecc</p>
<p>E&#8217; da qui che nascono le associazioni di idee, i concetti, i paragoni.</p>
<p>Ma se ci pungiamo con una spina che succede? che di nuovo i cinque sensi trasmettono informazioni al cervello, che ricordiamo chiuso nel buio del suo maniero, crea l&#8217;ologramma di ciò che gli viene riportato, e di nuovo cataloga il dolore del forotto, la fuoriuscita di una goccia ematica e contemporaneamemte manda i globuli bianchi a &#8220;ricucire&#8221; la ferita, schiera gli anticorpi contro eventuali invasori nemici; spedisce nell&#8217;archivio della memoria una nota di attenzione per la prossima volta che gli occhi si poseranno su una rosa e una mano si protenderà per coglierla con le relative proposte di soluzioni perchè l&#8217;esperienza poco piacevole del dolore si ripeta.</p>
<p>Così succederà che la volta seguente che guarderemo una rosa, tra tutti gli stimoli che il cervello ci manderà in risposta, spiccherà il tabellone a luce rossa alternata &#8220;ALLARME&#8221; e tu porrai molta attenzione a non mettere più il dito sulla spina, magari cercherai un guanto e le forbici per raccoglierla senza danni.</p>
<p>Lo so che non ti sto dicendo nulla di nuovo, ma volevo che tu fossi focalizzato su questo itinerario, perché è lo stesso procedimento che il <strong>cervello usa per archiviare tutte le tue sensazioni, le quali originano le emozioni che a loro volta determineranno i tuoi pensieri e di conseguenza, anche le tue azioni.</strong></p>
<p>Ecco perché è importante porre attenzione, la massima, a ciò che si deposita nella propria testa!</p>
<p>Nella stessa maniera, ciò che <strong>percepiamo</strong> <strong>di noi stessi viene decodificato e archiviato nella memoria</strong>. Va da sè che questo processo inizia proprio dalla nostra nascita.</p>
<p>Certo che <em>da neonati</em> non abbiamo la consapevolezza di ciò che  succede sia dentro sia fuori di noi, pur non di meno <em>il cervello assolve alle sue funzioni</em>, infatti respiriamo, piangiamo quando abbiamo una qualsiasi necessità fisica e ci acchetiamo quando queste vengono soddisfatte&#8230; ci avevi mai riflettuto? La prossima volta che hai a tiro un infante, osservalo: resterai affascinato di come sappia farsi rispettare! Questo dimostra che ha un certo grado di autonomia.</p>
<p>Crescendo, impariamo a familiarizzare con i nostri arti, cominciamo a capire i rudimenti del linguaggio verbale, anche se quello corporeo ci è più chiaro e non per niente certi gesti sono universali, tradotti da tutte le lingue nello stesso gesticolare ( vedi un saluto, fame, sonno, sete, un sorriso, una lacrima ecc). Questo apprendimento altro non è che<strong> l&#8217;acquisizione della consapevolezza</strong> che le gambe servono per camminare, correre, saltare; le braccia per abbracciarsi, le mani per nutrirci, lavarci ecc, cioè impariamo la <strong>valenza </strong>delle parti del nostro corpo.</p>
<p>Fin da piccoli sappiamo che un viso che ci sorride ci dimostra accettazione, simpatia, mentre, al contrario, un viso accigliato ci rivela contrarietà, incondivisione, rifiuto.</p>
<p>Allora mi sembra naturale la deduzione che l&#8217;ambiente in cui cresciamo è importantissimo per determinare il grado di positività che <strong>istintivamente percepiamo</strong> e lasciamo filtrare attraverso i nostri sensori nel cervello.</p>
<p>Ecco che, cammin facendo, durante l&#8217;avanzare della nostra crescita, per spirito di emulazione, tendiamo ad assorbire gli atteggiamenti, con il messaggio relativo incorporato, che vediamo attuare dai nostri famigliari, in primis i nostri genitori. Cosa succede in questa fase!??!</p>
<p>Succede che tendiamo anche ad assorbire modi di fare e di pensare di chi si occupa di noi senza nemmeno che ce ne accorgiamo, senza sapere che quello che immagazziniamo in quel momento, uscirà più avanti nel tempo, quando saremo direttamente  responsabili di noi stessi.</p>
<p>Per esempio, se fin da bambini ci siamo sentiti ripetere che non possimao fare quella cosa perché siamo piccoli (= incapaci), cresceremo con quel pungolo nel fianco che ci farà sentire sempre incapaci di fare quella determinata cosa; se ci dicevano in continuazione di non mettere i soldi in bocca perché sono sporchi, cresceremo credendo che i soldi siano sporchi, impuri; ogni volta che hanno criticato NOI e non L&#8217;ATTO che abbiamo compiuto, cresceremo convinti che noi SIAMO quello che ci hanno detto.</p>
<p>Una volta adulti non avremo quell&#8217;autostima necessaria di noi stessi, ci sentiremo frustrati, fallibili, incompetenti; di soldi non ne avremo mai perché sono &#8220;sporchi&#8221;, saremo pasticcioni, incostanti, inaffidabili e via così: una bella prospettiva, non c&#8217;è che dire, e non c&#8217;è neppure da meravigliarsi se disattendiamo i nostri obiettivi o addirittura non ne abbiamo nemmeno uno&#8230; siamo demotivati, apatici, ci lasciamo vivere e la nostra esistenza rischia di passare inosservata anche da noi stessi!</p>
<p>EHI! MA STIAMO SCHERZANDO??? S V E G L I A A A A A A A!</p>
<p>Riprendiamoci ciò che ci appartiene, la nostra unicità, per esempio,  le nostre capacità, la nostra fiducia in noi stessi&#8230; come si fa? SEMPLICE!</p>
<p>BASTA RIVEDERE TUTTE LE VOCI DEL NOSTRO ARCHIVIO CHE CI RIGUARDANO: prendiamo il controllo della nostra mente, armiamoci di scopa e paletta e un capiente bidone per la spazzatura e facciamo un risti-pulisti di ciò che non ci calza più a pennello: etichette che ci hanno rifilato altri, credenze e convinzioni non scaturite dalla nostra esperienza personale.. via, via . viiiaaaaaaaaaaaaaaaaaaa</p>
<p>Non hai idea di quante volte mi sia poste le domande &#8220;E chi l&#8217;ha detto? DOVE STA SCRITTO? &#8221; e quella che prediligo : &#8220;PERCHE&#8217; NO??&#8221;</p>
<p>Se non provi, non ti metti in discussione, non risolverai mai nulla.</p>
<p>VIVI DA PROTAGONISTA E NON DA SPETTATORE INERME!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://consapevolezzadelse.com/la-nostra-mappa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>come comunichiamo- seconda parte.</title>
		<link>http://consapevolezzadelse.com/come-comunichiamo-seconda-parte/</link>
		<comments>http://consapevolezzadelse.com/come-comunichiamo-seconda-parte/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 10:35:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esterventura</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://consapevolezzadelse.com/?p=90</guid>
		<description><![CDATA[
Nel post precedente abbiamo parlato di linguaggio non verbale, certo non in maniera esaustiva, ma giusto per capire di cosa stavamo ragionando.
Oggi invece voglio affrontare l’approccio verbale vero e proprio, quello fatto di parole per intenderci.
Il  fattore principale, quello che ci permette di essere recepiti come vogliamo, è la nostra facoltà di immedesimarci nella persona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-91" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" src="http://consapevolezzadelse.com/wp-content/uploads/2009/11/825671081-234x300.jpg" alt="" width="234" height="300" /></p>
<p>Nel post precedente abbiamo parlato di linguaggio non verbale, certo non in maniera esaustiva, ma giusto per capire di cosa stavamo ragionando.</p>
<p>Oggi invece voglio affrontare <strong>l’approccio verbale </strong>vero e proprio, quello fatto di parole per intenderci.</p>
<p><em>Il  fattore principale</em>, quello che ci permette di essere <strong>recepiti </strong>come vogliamo,<strong><em> </em></strong>è la nostra facoltà di <strong>immedesimarci</strong> nella persona che abbiamo davanti.<strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong>Detta così sembra una cosa ovvia, ma credimi,<strong><em> </em></strong>raramente sviluppiamo questa attitudine, anzi, spesso cediamo alla tentazione di impressionare che ci ascolta avvalendoci di un linguaggio forbito invece di preoccuparci di entrare in sintonia col nostro interlocutore.</p>
<p>Con questo non voglio certo incoraggiare un lessico povero di termini, ma usare “paroloni” solo per il gusto di pronunciarli, per darsi un tono non ci gioverà nemmeno un po’. Ti faccio un esempio, cosa risponderesti ad un’argomentazione simile:</p>
<p>“  <em>La palingenetica obliterazione dell&#8217;io che si infutura nell&#8217;archetipo prototipo dell&#8217;antropomorfismo universale sapiente</em>&#8220;?</p>
<p>A me verrebbe in mente un impegno improrogabile, mi scuserei, e mi eclisserei di filato! <img src='http://consapevolezzadelse.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ma cosa dice il vacobolario del termine &#8220;parola&#8221;? Insieme organico di suoni e di segni grafici con cui l’uomo riesce, parlando o scrivendo, a comunicare dei contenuti mentali”.</p>
<p>Cos&#8217;è un &#8220;insieme organico&#8221;? è un&#8217;associazione di più elementi o parti coordinate ad uno stesso fine, armonico ed omogeneo. Queste ricerche mi appassionano! Cominci anche tu a dare forma ad un discorso? In altre parole, potremmo dire che il linguaggio, composto dal verbale e paraverbale, è &#8221; un insieme di parole, gesti, posture, pensieri coordinati tra loro con cui l&#8217;uomo riesce a comunicare fuori di sé, quindi a chi lo circonda, ciò che è e ha dentro di sé&#8221;. Se questa comunicazione rispecchia realmente ciò che pensiamo , anche il corpo assumerà atteggiamenti congrui e il risultato sarà armonico, al contrario, piccoli gesti e posture &#8220;tradiranno&#8221;il nostro dire e l&#8217;interlocutore avvertirà disarmonia tra ciò che sente e ciò che vede.</p>
<p>Facciamo un esempio.</p>
<p>Mettiamo che incontri casualmente quell&#8217;antipatico di Gino che ti dice &#8220;Ma che piacere incontrarti!&#8221; e ti abbraccia, vedrai che mentre ti parla, la sua testa fa segno di &#8220;no&#8221;, il suo sorriso è tirato e il suo sguardo è un po’ spento, il suo abbraccio è ridotto all&#8217;indispensabile del gesto, leggero e si distacca subito… ovvio che non c&#8217;è armonia tra quello che dice e ciò che fa.</p>
<p>Poco dopo incontri Francesco, il tuo amico del cuore che non vedi da un po’, questi appena ti vede ti sfodera un sorriso a 48 denti, gli brillano gli occhi, ti abbraccia fortissimo, senti la sua energia, e ti parla mentre ancora ti stringe a sé e ti chiede come stai, quando ti lascia il suo viso è proteso verso di te in segno di interesse vivo per ogni parola che stai per pronunciare e assentirà o diniegherà all&#8217;unisono con le tue frasi. Chiara la differenza? E poi dai, quante volte quando sei in relazione con altri, hai avuto delle sensazioni, delle percezioni positive o meno positive? Esatto: sempre! Questo &#8220;sentire&#8221; gli altri è appunto l&#8217;elaborazione che il nostro cervello fa in automatico, e recepisce oltre la nostra consapevolezza, tanto è vero che spesso usiamo queste due frasi &#8221; c&#8217;è qualcosa in Tizio che non mi convince, … la sensazione a pelle è che…&#8221; Come mai usiamo proprio questi termini e non altri?</p>
<p>Cosa succede se applichiamo il cavo positivo al polo negativo della batteria della macchina? Corto circuito, la batteria si brucia e ce ne vuole una nuova, invece se mettiamo positivo su positivo, la batteria si carica.</p>
<p>Noi siamo come delle batterie, il mostro cervello, che noi ne siamo consapevoli o meno, lo sa che emettiamo dell&#8217;energia, così quando ci troviamo davanti a persone di &#8220;polo&#8221; diverso dal nostro, ecco che avvertiamo quella sensazione di disarmonia, di disagio. Quante volte pronunciamo &#8220;Caio e io non siamo sulla stessa lunghezza d&#8217;onda, … non siamo sintonizzati&#8221; Capisci? Niente succede per caso, nemmeno le parole che diciamo. Ecco perché è importante ascoltare con attenzione il nostro interlocutore, porre mente ai termini che usa, cercare di captare la sua &#8220;frequenza&#8221; per capire ciò che vuole dire. Un po’ come quando siaccendi la radio: avverti un suono indistinto, una voce sporcata da un miscuglio di rumori, fischi di sottofondo, basta girare la manopola per sintonizzarsi sulla frequenza giusta. Come per magia, arriva la voce chiara e nitida e tu puoi seguire il tuo programma.</p>
<p>La prossima volta che parliamo con qualcuno, giochiamo al &#8220;radioamatore&#8221;, cerchiamo di individuarne la frequenza d&#8217;onda prescelta, così da poterci sintonizzare ed essere recepiti a nostra volta. Sarà più facile ricevere e dare risposte adeguate.</p>
<p>Il segreto sta nell&#8217;immedesimarci nell&#8217;altro, cercare di vedere le cose dal SUO punto di vista… accantoniamo per un attimo il nostro &#8220;io&#8221; e cerchiamo di calarci il più possibile nei panni dell&#8217;altro, di affacciarsi alla SUA finestra e chissà che anche noi riusciamo a vedere quello che vede lui. Certo, questo non vuol dire certo sbarazzarsi della propria identità, vuol dire fare un po’ di posto anche all&#8217;altro per capire, dopo nulla ci vieta di dire che quel panorama non ci piace e possiamo sempre spostarci in un&#8217;altra finestra, ma intanto abbiamo accolto l&#8217;altro senza giudicare. E&#8217; questo che ci rende liberi e una persona libera è in armonia con se stessa e con gli altri. Per essere liberi bisogna affrancarsi dalla schiavitù, a volte anche da noi stessi.</p>
<p>P.S. quello &#8220;sproloquio&#8221; sulla palingenetica credo voglia significare, in poche parole, &#8221; rinnovamento di ciò che eravamo in origine, e che abbiamo dimenticato,del modello primordiale proteso verso il futuro&#8221; in due parole ripristinare il proprio inconscio atavico.</p>
<p>PP.SS. se qualcuno ha le idee più chiare sul significato, sarò lieta di leggerlo nei commenti. Grazie.</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://consapevolezzadelse.com/come-comunichiamo-seconda-parte/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
