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	<title>Consapevolezza! Istruzioni per L&#039;uso &#187; consapevolezza di sè</title>
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	<description>Scorci di vita di uno struzzo che non ha più voluto nascondere la sua testa nella sabbia!</description>
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		<title>Come comunichiamo? (Ti ritiri tu? tara tara te!)</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 17:12:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esterventura</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza di sè]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Quante volte, ad una nostra domanda, riceviamo una risposta non pertinente o addirittura un&#8217;altra domanda? come mai?
Comunicare non è sempre così semplice, automatico , diretto. Allora viene da pensare che il fatto di parlare lo stesso idioma, da solo, non basta.  Evidentemente c’è dell’altro: la cultura, l’estrazione sociale per esempio , le abitudini, il lessico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-88" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://consapevolezzadelse.com/wp-content/uploads/2009/11/57118891-300x218.jpg" alt="" width="300" height="218" />Quante volte, ad una nostra domanda, riceviamo una risposta non pertinente o addirittura un&#8217;altra domanda? come mai?</p>
<p><strong>Comunicare</strong> non è sempre così semplice, automatico , diretto. Allora viene da pensare che il fatto di parlare lo stesso idioma, da solo, non basta.  Evidentemente c’è dell’altro: la cultura, l’estrazione sociale per esempio , le abitudini, il lessico che spesso varia anche solo di regione in regione possono essere altri punti di “scontro”, per finire poi nell’incomunicabilità tra una generazione e quella successiva.</p>
<p>Lo so, non sto dicendo nulla di nuovo, ma quanti di noi si sono soffermati a <em>riflettere</em> su questo argomento? Per prima cosa dobbiamo vedere in quanti modi possiamo comunicare tra di noi e cioè<strong> comunicazione verbale </strong>e <strong>paraverbale. </strong>La <em>prima</em> avviene attraverso il linguaggio, le parole; la <em>seconda</em> attraverso il <em>linguaggio</em> <em>del</em> <em>corpo</em>:  gesti, espressioni del viso, movimenti della testa, la posizione delle braccia, di come si sta seduti ecc.</p>
<p>Ci sono movimenti, come per esempio l’annuire o dissentire col capo, che sono noti a tutti e ascoltare e guardare una persona che sta enunciando un’affermazione mentre scuote il capo in senso di “no” manda un segnale di incongruenza.</p>
<p>Per lo più il <em>linguaggio del corpo si manifesta a livello inconscio</em>, cioè mentre noi lo stiamo praticando, non ne siamo consapevoli . Parlare con la persona  di fronte a noi che tiene le <em>braccia conserte</em> ci fa capire che in quel preciso momento il nostro interlocutore non ha nessuna intenzione di fare entrare nella sua mente una sola parola di quello che stiamo dicendo, al contrario, chi ha le <em>braccia distese</em> lungo i fianchi se è in piedi o distese  o appoggiate sul tavolo con i palmi delle mani che si “guardano”, manda un segnale positivo di accoglienza al nostro dire.</p>
<p>Chi si siede su una sedia occupando tutta la seduta con <em>le gambe rilassate davanti alla sedia</em> stessa indica il <em>proprio agio</em> in quella situazione; chi invece si siede in <em>riva alla sedia</em> indica <em>disagio. </em>Chi, ancora, accavalla le gambe e <em>dondola un piede </em> “dice” che vorrebbe essere da un’altra parte invece di essere lì; se in questa posizione ti mostra il <em>lato esterno della coscia</em> indica segno di chiusura, viceversa, se ti mostra <em>l’intreccio delle gambe </em>il segnale è di accoglienza.</p>
<p>Questi sono alcuni dei segnali che il nostro corpo manda a nostra insaputa e che se impariamo a leggerli, ci danno un buon aiuto. In che modo? Facciamo un esempio. Supponiamo che stai colloquiando con una persona alla quale devi formulare una richiesta: è importante che questa sia ben disposta nei tuoi confronti per avere più chances a ricevere un sì. Quindi osserva come si posiziona e se vedi che è in “chiusura” divaga fino a scoprire quale argomento gli faccia cambiare posizione.</p>
<p>Lo so cosa stai pensando: “Come faccio a indovinare l’argomento se non ho confidenza con questa persona, non la conosco che di vista!” Non importa. Se sei nel suo ufficio, basta un’occhiata intorno. Ci sarà una qualche foto, un oggetto personale, un giornale al quale puoi attaccarti per rompere il ghiaccio in maniera informale. Che ne so, una foto della famiglia, dei figli “Bella famiglia! Vedo che anche lei ha dei figli, anche io ne ho … una gran gioia, anche se condita con un po’ di grattacapi!&#8221;. Se invece non ne hai, potresti chiederglichiedergli come ci si sente ad essere genitori perchè anche a te un domani  piacerebbe avere dei figli.  Insomma falle un <strong>complimento sincero<em> </em></strong>e vedrai come per magia cambierà posizione.</p>
<p>Oppure ha un oggetto di un suo sport preferito, se lo conosci sicuramente saprai come aprire il discorso, se invece non ne sai nulla, potresti esordire così: “Ah! Lei è un tifoso ( di squadre) o amante (di caccia, pesca associazione culturale ecc), mi sarebbe piaciuto saperne di più… deve essere un’attività interessante…un hobby gratificante..” e via così a seconda di cosa si tratta. Vedrai che questo permettergli di parlare di qualcosa che lo affascina, gli farà cambiare postura.</p>
<p>Una volta ottenuta la posizione di apertura, puoi virare verso la tua richiesta e vedrai che l’approccio sarà ottimo,  sul cordiale e molto probabilmente riuscirai ad arrivare al tuo obiettivo.</p>
<p>Il tenere presente,  cioè <em>divenire consapevoli</em>, di queste posture, lette comunque sempre nel contesto, ci aiuta a stabilire <strong>empatia</strong> col nostro interlocutore. Questa deve essere intesa ovviamente il più eticamente possibile, anche perchè se non viene prodotta con questo criterio non si avranno risultati.</p>
<p>Il comunicare sulla &#8220;stessa onda&#8221; facilita lo scambio di idee e contenuti.</p>
<p>Quando, al contrario, non riusciamo a sintonizzarci con gli altri, a domande seguono risposte inadeguate, vuol dire che ci è sfuggito qualche piccolo dettaglio.</p>
<p>Per oggi mi fermo qui, nel prossimo post dedicato, ti parlerò del linguaggio verbale e tireremo le conclusioni.</p>
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		<title>Come proiettarsi nel futuro mentre il tempo sembra essersi fermato</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 01:25:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esterventura</dc:creator>
				<category><![CDATA[consapevolezza di sè]]></category>
		<category><![CDATA[percezione tempo]]></category>
		<category><![CDATA[sofferenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo sentivo nell&#8217;aria, lo avvertivo nell&#8217;immobilità delle cose, come  prima di un temporale: il vento smette di soffiare, gli uccellini  tacciono, non si muove una foglia e all&#8217;improvviso l&#8217;acqua scroscia pesante, gelida dal cielo colpendo con le sue gocce ogni cosa.
Così era con mia madre quando si arrabbiava per un nonnulla. Quando avevo 9 anni lei, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="alignleft size-full wp-image-80" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://consapevolezzadelse.com/wp-content/uploads/2009/11/89603871.jpg" alt="" width="170" height="107" />Lo sentivo nell&#8217;aria, lo avvertivo nell&#8217;immobilità delle cose, come  prima di un temporale: il vento smette di soffiare, gli uccellini  tacciono, non si muove una foglia e all&#8217;improvviso l&#8217;acqua scroscia pesante, gelida dal cielo colpendo con le sue gocce ogni cosa.</p>
<p style="text-align: left;">Così era con mia madre quando si arrabbiava per un nonnulla. Quando avevo 9 anni lei, con un qualsiasi pretesto si avventava su di me come un animale ferito e mi colpiva, mi colpiva ancora con sempre più forza. Io mi rannicchiavo in un angolo, coprendomi il capo alla bell&#8217;e meglio con le braccia. Non piangevo, respiravo piccolissimi sorsi d&#8217;aria, mentre sentivo I suoi pugni tempestare sul mio corpo, ma quante mani aveva? mi sembravano mille.</p>
<p>Le prime volte ero come paralizzata dalla paura e restavo anche raggomitolata dopo che aveva smesso di colpirmi. Solo ai suoi ordini secchi mi alzavo di scatto ignorando il dolore diffuso e, una testa basta, mi presentavo a Lei nell&#8217;inccertezza di buscarne ancora.</p>
<p>E&#8217; stato in quei momenti che ho imparato a &#8220;traslare&#8221;</p>
<p>Era tutto così tremendamente duro da sopportare, così immenso da incamerare per me piccola bambina disarmata sotto ongi punto di vista, che per forza mi son dovuta Inventare qualcosa per superare quei momenti terribili.</p>
<p>Alle prime avvisaglie di turbolenza, cominciavo uno preparami psicologicamente, e mi dicevo &#8220;Coraggio, quando comincerai a colpirmi, picchierai il mio corpo, ma non la vera me. Io non sentirò nulla perchè col pensiero mi trasporterò nel momento in cui sarà tutto finito, passato &#8220;.</p>
<p>E facevo così, sotto le sue battute, il mio copro era lì, ma la mia testa, i miei pensieri vivevano già nel momento in cui tutto era  già finito.</p>
<p>Crescendo ho imparato uno guardare oltre. Pensavo che, quando finalmente sarei diventata grande, avrei potuto dirle &#8220;BASTA&#8221;, mi proiettavo già nel mio futuro di maggiorenne in cui avrei potuto tenerle testa. Mi immaginavo la scena in cui lei alzava il pugno per picchiarmi e io, in piedi di fronte a lei, le fermavo il braccio mentre avrei pronunciato questa frase. &#8220;Adesso basta, mamma, non sono più una bambina, ora te lo posso dire: non picchiarmi mai più&#8221; e riuscivo a tenere il mio sguardo dritto nel suo. Immaginavo ancora la sua reazione, alla sensazione di percepire nella mia mano che bloccava il suo braccio, il diminuire della sua intenzione  fino al cedimento e all&#8217;abbassamento del pugno.</p>
<p>Purtroppo lei è morta prima che io compissi i 18 anni, a causa di un cancro. Ma Il fatto di aver usato quella strategia di &#8220;traslazione&#8221;, passami Il termine, mi ha permesso di non soccombere sia emotivamente,  sia fisicamente , di trovare la forza di stringere i denti e superare il momento cruciale che aveva sì un inizio, ma anche una fine.</p>
<p>Ecco il segreto: propiettarsi nei momenti postumi, a quando tutto sarà di nuovo sereno.</p>
<p>Anche la prima volta che ho partorito ero un pò ansiosa, ma sapevo che nessuno poteva sostituirmi, che toccava a me, e allora mi immedesimavo nel momento in cui avrei avuto finalmente la mia bambina tra le braccia, molta così ho superato il momento più con energia e partecipazione in attesa del risultato finale.</p>
<p>La seconda volta, memore della prima, sapevo già a cosa andavo incontro, ma forte della  gioia che ho provato oltre alla mia immaginazione, quando ho stretto al petto la primogenita, conoscevo già anche l&#8217;alto livello di felicità cui stavo andando incontro e che era lì ad aspettarmi per invadermi il cuore, nel momento del travaglio pensavo che a ogni dolore veniva fatto un passo in avanti verso il suo raggiungimento.</p>
<p>Perché, in definitiva, il tempo, il suo trascorrere, è cadenzato dal suo ritmo (tic-tac-tic-tac-tic-tac), siamo noi che ne distorciamo la percezione. Quando infatti siamo impegnati in qualcosa di piacevole, sembra che voli, al contrario, quando stiamo vivendo dei momenti di sofferenza, sembra che non passi mai,  sembra che un minuto duri un&#8217;eternità.</p>
<p>Quindi, quando hai già sperimentato una volta che la momentanea sofferenza è l&#8217;ultimo scalino che i divide dalla tua meta,  qualunque essa sia,  lo  farai con slancio  e vedrai che  il tempo  continuera  a scorrere col ritmo di sempre.</p>
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		<title>Come disinforma l&#8217;informazione.</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 14:47:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esterventura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza di sè]]></category>

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		<description><![CDATA[ Ieri mattina ero su un treno, e dato che il viaggio era abbastanza lungo, mi sono premunita di un buon libro per impegnare proficuamente il tempo. Mi son seduta in un seggiolino del corridoio perché pensavo di avere meno chiacchiere intorno. Alla stazione sucessiva mi si è affinacata una signora : &#8220;E&#8217; occupato questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-47" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://consapevolezzadelse.com/wp-content/uploads/2009/11/marionette-191x300.jpg" alt="" width="191" height="300" /> Ieri mattina ero su un treno, e dato che il viaggio era abbastanza lungo, mi sono premunita di un buon libro per impegnare proficuamente il tempo. Mi son seduta in un seggiolino del corridoio perché pensavo di avere meno chiacchiere intorno. Alla stazione sucessiva mi si è affinacata una signora : &#8220;E&#8217; occupato questo seggiolino? sa anche a me piace leggere in treno, e qui si legge meglio!&#8221; e io &#8220;Prego, signora, si accomodi pure&#8221; e le sorrido. Io mi ributto nel mio volumetto, lei si accomoda vicino a me.</p>
<p>&#8220;Ma ha visto che roba?&#8221; io riemergo dalla mia &#8220;trance&#8221; &#8220;Che cosa?&#8221; le chiedo  e lei mi gira il suo settimanale e mi fa &#8220;Ma guardi qui, c&#8217;è scritto che la moglie di Marrazzo lo perdona&#8230; lo so io perchè.. è per i soldi mica per altro. Io lo avrei buttato fuori di casa&#8221; mi dice lei tutta indignata.</p>
<p>Io, non ancora del tutto presente a me stessa le dico &#8220;Può darsi  che sia come dice lei, o può darsi che davvero lei ami suo marito e lo abbia perdonato, oppure che la casa è intestata a lui e quindi lei non lo possa buttare fuori&#8221; ma dentro di me pensavo &#8220;ma che mi frega a me??&#8221;. Lei mi guarda e capisco di non aver dato la risposta esatta. Lei rigira il giornale dalla sua parte e riabbassa la testa.  Io seguo il suo esempio, ma con la coda dell&#8217;occhio la tengo sotto mira. Sfoglia un&#8217;altra pagina, si mette a leggere. Bene, aspetto altri due secondi e penso &#8220;Ok, si è rituffata, allora lo faccio anche io&#8221; e mi riconcentro sul libro.</p>
<p>&#8220;Ma guardi qua!! Questo ex senatore, ha più di 80 anni e adesso tira fuori anche lui la sua storia. Ma non poteva tenerla nascosta ancora, visto che in tutto questo tempo nessuno aveva mai fatto trapelare alcun chè?&#8221;</p>
<p>Io mi rigiro verso di lei, la guardo e alzando le mie spalle e voltando i palmi delle mani al cielo, le rispondo &#8220;Che vuole che le dica, io non so nemmeno di chi sta parlando!&#8221; Lei mi guarda sconcertata, allora gira altre pagine e mi mostra altre immagini di personaggi noti ai più che hanno sulla coscinza non so quali pecati capitali, e in seguito ad ogni mio disconoscimento, mi apostrofa &#8221; Ma lei la guarda la televisione? legge i giornali? vive in questo mondo?&#8221; La cosa si stava proprio mettendo male per me: avrebbe fermato il treno??</p>
<p>Intanto il suo alteramento stava richiamando l&#8217;attenzione di altri viaggiatori presenti sia nel corridoio, sia nello scompartimento davanti a noi: non so quanti occhi avevo puntati su di me. Ma io volevo solo leggere in pace il mio libro e che diamine! (ho preso la ferma decisione che la prossima volta che prenderò un treno,  se qualcuno mi chiederà qualsiasi cosa, fingerò di essere un&#8217;Ostrogota!)</p>
<p>Mi ha provocato, e adesso è peggio per lei!</p>
<p>&#8220;Signora, lo so che le sembrerà strano, ma io non guardo la tv, a meno che ci sia qualcosa in particolare che mi interessi. Le notizie le apprendo da una radio che riporta solo gli eventi senza commenti, quelli preferisco farmeli da sola se è il caso. Sono molto impegnata, quindi il poco tempo libero che ho e quello che posso sfruttare quando faccio delle code in uffici o in situazioni tipo questa, preferisco leggere un libro autorevole, serio, misurabile anzichè perdermi dietro ai gossip, perché penso che tutto quello che hanno scritto in quel giornale che lei ha in mano , come in tutti quelli simili, vengano riportate delle notizie non notizie per distoglierci dai veri problemi del Paese.&#8221;</p>
<p>Ormai avevo sparato,il silenzio era totale, a parte lo sferragliare del treno: che li avessi uccisi tutti in una volta? &#8220;Papà, ho la pipì&#8221; meno male, qualcuno è ancora vivo!! <img src='http://consapevolezzadelse.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Lei mi guardava allibita, con gli occhiali sulla punta del naso e gli occhi sgranati al di sopra delle lenti.</p>
<p>&#8220;Quale libro sta leggendo? E quali sarebbero le &#8220;notizie-notizie&#8221;di cui siamo all&#8217;oscuro?&#8221; Il dialogo stava prendendo una pessima piega, questa donna si era sentita punta sul vivo e io, con la dannata abitudine di dire sempre quello che penso, avevo dato, mio malgrado, il via ad un mach con tanto di pubblico : ma perché non imparo a mordermi la lingua??</p>
<p>&#8220;Comprendi i sintomi del tuo corpo&#8221; di Vicente Herrera che è un libro sulla medicina psicobiologica che introduce alla teoria della Nuova Medicina di Hamer&#8230;&#8221; lei mi interrompe &#8220;E chi è Hamer?&#8221;</p>
<p>&#8220;E&#8217; un medico plurilaureato tedesco, quello che ha inventato la TAC e che ora vive come rifugiato politico in Scandinavia perchè ha pestato molti piedi con la sua teoria che si può guarire anche senza medicine di cui nessuno parla ufficialmente, è un personaggio scomodo, anche per le case farmaceutiche&#8221; e lei &#8220;Mai sentito&#8221; e io &#8220;Non mi stupisce, credo non abbia avuto il tempo di folleggiare a tal punto di interessare i giornalisti del gossip&#8221; Sono riuscita ad evitare due saette che uscivano dal suo sguardo per pura fortuna.</p>
<p>Ho continuato &#8221; Vede, anche per quanto riguarda la pandemia dell&#8217;AN1H1, ci parlano di alcuni decessi, ma solo in fondo all&#8217;articolo ammettono che i deceduti soffrivano anche di altre patologie lascinado così spazio al dubbio, per contro non ci dicono cosa c&#8217;è dentro al vaccino.  In compenso in America hanno fatto una liberatoria per le case farmaceutiche che producono il vaccino per gli eventuali effetti collaterali rilasciati dal vaccino stesso. Ora io mi domando, se il vaccino ha il compito di tutelare la nostra salute, come mai le case produttrici si coprono le spalle? che cosa temono? come mai lo stanno facendo in questo specifico caso? Ma queste sono domande pericolose, le risposte sarebbero, eufemisticamente, imbarazzanti da dare, quindi meglio distogliere le menti dei molti dai veri quesiti, distraendoli con altri eventi decisamente molto meno impegnativi.&#8221;</p>
<p>Per fortuna era arrivato per me il momento di scendere. Sicuramente saranno rimasti delusi nel vedermi scendere gli scalini, anzichè essere aspirata verso l&#8217;alto da un fascio di luce proveniente da un&#8217;astronave&#8230;</p>
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		<title>Stress: una parola, tante parole: silenzio.</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 13:33:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esterventura</dc:creator>
				<category><![CDATA[approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza di sè]]></category>
		<category><![CDATA[rilassamento]]></category>
		<category><![CDATA[stato d'animo modificato]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>

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		<description><![CDATA[Raramente guardo la tv, ma ieri sera, mentre attraversavo la mia grande cucina, lo schermo ha catturato prima  il mio udito e di conseguenza anche il mio sguardo.
 Non so che film fosse, fatto sta che si stava svolgendo una una lotta all&#8217;ultimo sangue fra due tipi che si colpivano con una forza inaudita circondati da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-43" style="margin: 4px;" src="http://consapevolezzadelse.com/wp-content/uploads/2009/11/73232033-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" />Raramente guardo la tv, ma ieri sera, mentre attraversavo la mia grande cucina, lo schermo ha catturato prima  il mio udito e di conseguenza anche il mio sguardo.</p>
<p> Non so che film fosse, fatto sta che si stava svolgendo una una lotta all&#8217;ultimo sangue fra due tipi che si colpivano con una forza inaudita circondati da numerosi spettatori che urlavano, incitavano, gridando suggerivano mosse.  Più venivano incitati, più diventavano cruenti. Mi si è accesa una lampadina!</p>
<p>Non ho capito  il contesto della scena, ma quello che mi è arrivato al cervello è stato che questi due personaggi si caricavano di rabbia e aggressività sotto l&#8217;influsso delle tante parole che venivano gridate dal pubblico. Alla fine della dello scontro, quello rimasto in piedi, non ostante i colpi e le ferite incassate, invece di apparire stanco, dava tutta l&#8217;aria di essere pronto per stenderne un&#8217;altro.</p>
<p>Allora ho pensato: &#8220;E se facessimo il contrario?&#8221; Adesso mi spiego.</p>
<p>Cosa, o per meglio dire, <strong>come pensiamo quando c&#8217;è una preoccupazione che ci attanaglia</strong>? Cominciamo a rimurginarci su, e più ci concentriamo su di essa, più sembra insormontabile, poi, come se non bastasse, ecco che da un lato della prima, ne spunta una seconda, .. e poi una terza&#8230; una quarta: collassiamo sulla poltrona oppressi dal peso in mezzo al petto.</p>
<p>SIAMO STRESSATI!</p>
<p>Questo stato d&#8217;animo ne racchiude altri, ovviamente negativi, come la rabbia, la frustrazione, l&#8217;inadeguatezza, la ribellione, l&#8217;impotenza e chi più ne ha più ne metta. Appunto come i due lottatori venivano infuocati dai presenti, noi ci autocombustiamo fomentando questo crescendo negativo: è uno scontro con noi stessi in cui non usciremo vincitori se alimentiamo il fuoco che ci arrostisce.</p>
<p>Ripeto, <strong>e se facessimo il contrario</strong>? e cioè scomponessimo il rogo in tante piccole candele? sarebbe più facile spegnere la fiamma.</p>
<p>Non mi guardare strano, ora ti spiego.</p>
<p>Se noi ci occupassimo di una situazione alla volta, invece di raggrupparle nel &#8220;bollettino dello stress&#8221;, e la deframmentassimo in sottocategorie, ci sentiremmo subito più sollevati.</p>
<p>Vediamo come fare in pratica con  &#8220;rabbia&#8221;, per esempio.</p>
<p>Rabbia</p>
<p>collera</p>
<p>sdegno</p>
<p>stizza</p>
<p>irritazione</p>
<p>disappunto</p>
<p>fastidio</p>
<p>Non credi che la percezione di queste diminuzioni fungano un pò da estintore? Il battito rallenta, si normalizza la respirazione, si dirada &#8220;il fumo&#8221;, la tensione si abbassa e siamo quasi neutri: è quasi silenzio ci possiamo rilassare.</p>
<p>Cosa intendi tu per RILASSAMENTO?</p>
<p>Rilassati, non ti faccio faticare, ti metto anche la definizione di RILASSARE:  1) allentare, distendere, specialmente una tensione fisica (rilassare i nervi, i muscoli),  rendere meno rigido, duro, stretto. 2) rilasciare distendersi, sollevarsi fisicamente e spiritualmente. 3) infiacchirsi, scadere (es la moralità si sta rilassando).</p>
<p>Adesso  possiamo monitorarne la gestione.</p>
<p><strong>La forza del rilassamento sta nelle parole che ci diciamo, nel modo che ce le diciamo perché sono queste che modificano il nostro stato d&#8217;animo.</strong></p>
<p>Ti voglio raccontare una storia che hanno raccontato a me e che mi è piaciuta un sacco.</p>
<p>Un giorno un gruppo di rane se ne andavano a zonzo per una radura. Ad un certo punto, un gruppo si stacca da quello principale credendo che nella buca poco distante ci fosse un pò d&#8217;acqua. Alcune di esse partono con un tale slancio da finire con due salti sul fondo della fossa: l&#8217;acqua non c&#8217;era.</p>
<p>Deluse, vogliono uscire, ma&#8230; il bordo è troppo alto. Cominciano a saltare come forsennate. Il resto del gruppo intanto si era avvicinato al bordo dell&#8217;incavo con molta attenzione per non scivolare a loro volta. Vedendo le compagne saltare come disperate, cominciano ad urlare  &#8220;Rassegnatevi, non ne uscirete vive.  Non ce la farete mai e noi non possiamo aiutarvi. Morirete nel buco&#8221;</p>
<p>Le rane nella fossa smisero di saltare, e si rassegnarono a morire lì. Ma ce ne era una che, guardando le altre rane sul bordo, decise di raccogliere tutte le sue ultime forze per spiccare un altro salto e&#8230;.OPLA&#8217; riuscì a salvarsi. Le compagne rimaste fuori continuavano ad agitarsi, così lei gli si avvicinò e cominciò a ringraziarle una per una. Una le domandò &#8221; Perché non ti sei rassegnata come le altre??!?!?!  non hai sentito cosa dicevamo???&#8221; e mentre parlava la guardava con occhi quasi spazientiti. Al che, anche le altre cominciarono a recriminare, lasciando la rana che si era salvata interdetta che a sua volta rispose &#8221; Io non ho capito cosa dicevate, sono un pò sorda, ma vi ho visto così agitate e pensavo che ci steste incitando, spingendoci a non mollare &#8230; è per questo che sono riuscita a racimolare le forze e concentrarle nell&#8217;ultimo salto &#8230;&#8221;.  Silenzio.</p>
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		<title>Come vivere ogni situazione (approfondimento)</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 15:22:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esterventura</dc:creator>
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		<category><![CDATA[approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza di sè]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho concluso  questo post  con una citazione che, a mio modesto parere, può fare veramente la differenza.
Le prime due frasi sono chiare come sono. Io mi voglio soffermare un attimo sulle due successive. La prima dice : &#8221; se non puoi evitarle, trasformale&#8220;. Sembra facile a dirsi, ma come si fa?
Qui entra in campo la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-40" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://consapevolezzadelse.com/wp-content/uploads/2009/11/camaleonte1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />Ho concluso  questo <a title="Come alzarsi la mattina col piede giusto" href="http://consapevolezzadelse.com/" target="_blank">post </a> con una citazione che, a mio modesto parere, può fare veramente la differenza.</p>
<p>Le prime due frasi sono chiare come sono. Io mi voglio soffermare un attimo sulle due successive. La prima dice : &#8221; <em>se non puoi</em> <em>evitarle, trasformale</em>&#8220;. Sembra facile a dirsi, <strong>ma come si fa</strong>?</p>
<p>Qui entra in campo la tua fantasia, la tua creatività.  Ormai lo sai che mi piace arrivare al sodo attraverso esempi, ed eccotene uno subito preso dalla mia esperienza personale.</p>
<p>Mi sono sposata a 18 anni, ho lasciato gli studi al terzo anno di ragioneria, dal centro della mia bellissima Bologna mi sono trasferita sulle verdeggianti colline di Sasso Marconi nella fattoria dei miei suoceri. Non avevo mai visto una mucca a distanza ravvicinata: mi sembrava enorme, se alzava la testa era più alta di me! All&#8217;epoca ne avevamo solo 16, più il toro. Ad un mese dalle nozze avevo imparato a mungerle con la mungitrice elettrica, a pulire la stalla. All&#8217;inizio, presa dalla novità, mi piaceva, anche se avevo un pò paura di quelle bestione.Poi, quando mi sono resa conto che quello sarebbe stato il mio futuro&#8230;bèh! non è che mi piacesse poi più tanto.</p>
<p>I miei orari vertivano in funzione delle mucche: sveglia alle 5 per andare a mungere ed essere pronta all&#8217;arrivo del lattaio, ore 12 altro giro per riassettare loro la paglia, ore 17 di nuovo a mungere con tutti gli annessi e connessi. Era un lavoro pesante, poi mi sembrava di essere sempre là. Mi dava fastidio l&#8217;odore che misi impregnava addosso, mi rompevo la schiena a sollevare il secchio della raccolta del latte, era difficoltoso passare in mezzo a due di loro col secchio della biada: ne erano ghiotte e appena ti sentivano armeggiare con acqua e sacchi di farina non si contenevano proprio! E poi tutti i giorni erano uguali, avevano la dannata abitudine di mangiare ed essere munte anche di domenica, il giorno di Natale, di fine anno, Pasqua e tutte le feste. Che rabbia quando la domenica ci venivano a trovare i nostri amici e io , a metà pomeriggio, dovevo lasciarli due ore per andare in &#8220;ufficio&#8221;. Era devvero una vita dura per me!</p>
<p>Capisci? niente vacanze, niente dormire la domenica mattina, se dovevi uscire dovevi farlo calcolando di tornare al massimo per le 17 e 30: che palla!!!!</p>
<p>Ci voleva un&#8217;idea! si ma quale? Vendere le mucche? magari, ma improponibile. Visto e considerato che non potevo evitare la mia mansione, ho deciso di trasformarla a mio vantaggio. Mi ci son messa d&#8217; impegno, ho cominciato a lavorare come se quello fosse il lavoro più bello del mondo, come se da quello dipendesse la mia vita, mi son messa l&#8217;obiettivo di diventare un&#8217;esperta. Ho resistito per ben 23 anni e non con solo 15 capi, bensì un centinaio, tra manze da latte e vitelli, per poter avere aver il naturale ricambio e mungere 36 vacche tutto l&#8217;anno.</p>
<p> Mi son sentita fiera di me stessa quando mio marito ha pensato di costruire una stalla più grande e più moderna ed automatizzata: stavo mantenendo la promessa di essergli complementare fatta quando ci siamo scambiati gli anelli.</p>
<p>Capisci la strategia? non potendo cambiare la situazione, <strong>ho mutato il mio atteggiamento verso essa</strong>. Questo cambiamento di visuale mi ha permesso di apprezzare molte più cose, come per esempio, godermi l&#8217;alba. Nelle mattine fredde e limpide dell&#8217;inverno vedere il sole spuntare dalla collina di fronte e inondare la vallata opposta, che se poi era ricoperta di neve, era davvero uno spettacolo che ti allargava l&#8217;anima. Assistere il parto delle mucche, mi ha preparato moltissimo alla nascita dei nostri 5 figli. Ho imparato ad apprezzare i ritmi dlla natura, tanto è vero che sono 32 anni che non porto l&#8217;orologio al polso. Mi fermo qui sennò scrivo un papiro!</p>
<p>A volte possiamo incontrare sulla nostra strada delle situazioni che non possiamo cambiare, perchè ci sono esterne. Dentro di noi, però, possiamo essere tutto e il suo contrario: dipende solo dalla scelta che vogliamo fare. Basta aver ancora un pò di voglia di giocare con noi stessi, con le infinite potenzialità che abbiamo dentro di noi per ottenere dei risultati sorprendenti.</p>
<p>E se tutto ciò non bastasse? hai un&#8217;ultima chance: inquadra la situazione dentro un limite di tempo, pensa, convinciti che non sarà per tutta la vita.</p>
<p>Anni fa ho dovuto affrontare un intervento chirurgico abbastanza complesso. Siccome sono un essere umano come tutti, avevo un pò di &#8220;strizza&#8221;,ero un pò preoccupata: l&#8217;anestesia, il timore di soffrire del male fisico, che qualcosa andasse storto, ossia dover affrontare degli strascichi o un intervento riuscito male&#8230; sai cosa si pensa in questi frangenti. Dopo cinque minuti di panico, mi son ripresa. Mi sono proiettata nel futuro, ad una settimana dall&#8217;operazione, a quando sarei tornata a casa &#8220;rimessa a posto&#8221;. Ho cominciato ad immaginarmi il ritorno ad una vita &#8220;normale&#8221;, senza le debilitazioni cui ero sottoposta da diverso tempo fino a quel momento: il tempo mi è sembrato trascorrere più velocemente.</p>
<p>La nostra mente è una fonte inesauribile di risorse. Anche quando da ragazzina dovevo andare dal dentista, invece di soffrire prima ancora di essere seduta sulla poltrona dello studio, mi proiettavo nel momento in cui sarei uscita senza dolore e col problema risolto.</p>
<p>E&#8217; come riporre una maglia nell&#8217;armadio dopo averla infilata in una busta di plastica: resterà sempre delimitata , non si scompiglieràe alla sua stagione sarà già pronta per l&#8217;uso.</p>
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		<title>Come alzarsi la mattina col piede giusto.</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 08:32:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esterventura</dc:creator>
				<category><![CDATA[consapevolezza di sè]]></category>
		<category><![CDATA[Citazioni]]></category>
		<category><![CDATA[pensiero]]></category>
		<category><![CDATA[soluzioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono quelle mattine in cui, appena messo i piedi giù dal letto, pensi &#8221; Oddio, quante cose da fare oggi, sono stanca&#8221; Guardi la sveglia, le 6e30. La voglia di ributtarti giù è forte, ma sai che se lo fai, mentre ti racconti dei fatidici altri 5 minuti, rimani fregata e ti alzerai alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-6" style="margin: 5px;" title="risveglio" src="http://consapevolezzadelse.com/wp-content/uploads/2009/10/risveglio.jpg" alt="risveglio" width="73" height="115" />Ci sono quelle mattine in cui, appena messo i piedi giù dal letto, pensi &#8221; Oddio, quante cose da fare oggi, sono stanca&#8221; Guardi la sveglia, le 6e30. La voglia di ributtarti giù è forte, ma sai che se lo fai, mentre ti racconti dei fatidici altri 5 minuti, rimani fregata e ti alzerai alle 9 come minimo.</p>
<div style="text-align: left;">Ti è mai successo?</div>
<div style="text-align: left;">Ti alzi controvoglia, sentendo un peso sulle spalle di quasi una tonnellata, ti avvii, trascinandoti, verso il bagno: un&#8217;occhiata sfuggente allo specchio, i capelli spettinati, lo sguardo quasi assente, uno sbadiglio, un pò d&#8217;acqua fresca sul viso. Ora si può fare pipì.</div>
<div style="text-align: left;">Ti pregusti già il tuo caffè e poi fai colazione, perché la fai colazione vero?Se la fai ok, altrimenti sarà meglio che cominci a porvi rimedio, perché, bada, vengo lì!</div>
<div style="text-align: left;">Scusa, mi son fatta prendere dalla deformazione professionale! Per ora sorvolo, ma solo per ora.</div>
<div style="text-align: left;">Torniamo al nostro inizio giornata. Ti lavi i denti . Ti vesti, ti pettini. Un&#8217;ultima occhiata e sei pronta.</div>
<div style="text-align: left;">A questo punto, sia che tu resti a casa, sia che tu esca, sei in ballo. Ma ancora quel malessere indefinito e latente rimbalza da una parte all&#8217;altra nel tuo corpo interno. L&#8217;insofferenza è lì che ti alita nelle orecchie pronta a piombare sul primo minimo accenno di contrarietà. Cominci ad occuparti delle tue incombenze, ma non ne sei coinvolta, è come se tu vivessi una vita che non ti appartiene, è come se tu non fossi lì. D&#8217;accordo, ci sei fisicamente, ma la tua mente dov&#8217;è? in quali luoghi sta vagando? sta cercando di placare la sua insoddisfazione, o forse l&#8217;ultimo pezzo mancante al suo puzzle, di quel colore e forma indefinito per completare il quadro.</div>
<div style="text-align: left;">Non è una bella sensazione vero?  Ti senti  in prestito, fuori luogo. Sembra che tutto non sia abbastanza bello, ben fatto, utile. A quel punto, metti la testa in folle e assolvi le tue mansioni di routine , tanto per toglierti di dosso un pò di peso. E &#8216;ormai mezzogiorno, non ostante tutto, e anche con un pò di fatica, sei in pari. Ti guardi intorno, ma ti rendi conto che tutto ciò non ti  sollevato, il tuo peso sulle spalle non è diminuito. Anzi, sembra con molti chili in più,  tanto che temi di restarne sopraffatto.</div>
<div style="text-align: left;">Le motivazioni potrebbero essere molteplici, tutte più o meno plausibili. Non mi voglio soffermare su queste perchè sicuramente le conosci anche tu. Io voglio andare oltre. Troppo spesso le motivazioni che ci raccontiamo sono come la punta di un iceberg, sono scuse che nascondono i veri motivi.</div>
<div style="text-align: left;">Dai, mettiti comodo, siamo solo io e te qui adesso, anzi ci sei solo tu, di me ci sono le mie riflessioni, la radiografia di ciò che ho vissuto sulla mia pelle.</div>
<div style="text-align: left;">Che cos&#8217;è che ti pesa così sulle spalle? Ora puoi ammetterlo, lo saprai solo tu. E&#8217; l&#8217;insoddisfazione? La delusione? La solitudine? Ti accorgi che solo il leggere queste parole sta cambiando la tua percezione? ti si sta abbassando l&#8217;entusiasmo, l&#8217;energia.</div>
<div style="text-align: left;">Questa è la <em>dimostrazione tangibile</em> che ciò che ti sto per scrivere<em> è vero</em>.</div>
<div style="text-align: left;">Quando nel  più profondo della tua anima sei inquieto perché sei insoddisfatto, perché  ti manca qualcosa o non hai raggiunto un tuo obiettivo, affiorano i dubbi che ti domandano come mai non riesci a soddisfare le tue necessità. <strong>Hai un dialogo interno</strong>. Hai due possibilità: o lo assecondi, o lo ignori. Non so per quale misterioso motivo, la stragrande maggioranza di noi, per prima reazione lo<strong> ignora.</strong></div>
<div style="text-align: left;"><strong> </strong></div>
<div style="text-align: left;">PERCHE&#8217;?</div>
<div style="text-align: left;">Per pigrizia, perché sappiamo bene, da qualche parte della nostra mente, che se lo prendiamo in considarezione, poi siamo costretti a lavorare su noi stessi, magari a dover ammettere che c&#8217;è da cambiare qualche convinzione, qualche abitudine, il che comporta impegno , fatica e a volte anche sofferenza: tutte parole che non ci piacciono una granché. La reazione che applichiamo è cercare delle scorciatoie. Per queste ultime non ci affatica affatto spendere risorse, anzi, più le rendiamo sofisticate, più ci crogioliamo in esse fino a quando poi per un evento qualsiasi, la nostra scusa non ci regge più e precipitiamo un pò più giù nel nostro grigiore.</div>
<div style="text-align: left;">Ammettiamolo, noi siamo persone di carattere, mica ci lasciamo scoraggiare, così eccoci di nuovo all&#8217;opera per ricostruire un&#8217; altra&#8230; scusa! Tenaci, non c&#8217;è che dire!!</div>
<div style="text-align: left;">Ma non ti viene  il dubbio di pensare che a tutto questo costruire e veder cadere le tue scuse, forse è meglio cercare una soluzione definitiva che chiuda quel ciclo una volta per tutte in modo da poterti dedicare poi ad altro? Non ti ha mai sfiorato la considerazione che, a conti fatti, alla fine spendi più risorse a rifabbricare all&#8217; infinito le scuse, che a <strong>risolvere</strong> la questione assumendoti<strong> le tue responsabilità</strong>?</div>
<div style="text-align: left;"><em>Se fai sempre le stesse cose, otterrai sempre i medesimi risultati.</em></div>
<div style="text-align: left;"><em> </em></div>
<div style="text-align: left;"><strong>Il cambiamento, fonte di risultati.</strong></div>
<div style="text-align: left;"><strong> </strong></div>
<div style="text-align: left;">Io sono per il<em> massimo rendimento col <strong>minimo</strong> sforzo. </em>Bada che qui, <strong>minimo </strong><em>non equivale a quasi zero</em>.</div>
<div style="text-align: left;">Vuol dire  minor impegno rispetto alle infinite volte che resetti le scusa, il che è  il metro migliore per misurare l&#8217;intensità e il dispendio di energie da impiegare nel raggiungere l&#8217;obiettivo del benssere.</div>
<div style="text-align: left;">Questo è il modo giusto per calcolare equamente cosa e quanto ti serve per risolvere la questione.</div>
<div style="text-align: left;">Che sia per questo che si dice &#8221; la strada più facile non è mai la migliore&#8221;??</div>
<div style="text-align: left;"><strong>Cambia atteggiamento</strong></div>
<div style="text-align: left;"><strong> </strong></div>
<div style="text-align: left;">Ogni volta che ti senti debole, fiacco interiormente,  FERMATI, RESPIRA PROFONDAMENTE E RILASSATI, cerca di ascoltare davvero quello che hai dentro, decodifica i messaggi del tuo corpo, della tua mente, poniti delle domande fino a quando sei sicuro di essere arrivato il nocciolo della questione. SCAVA DENTRO DI TE PER SCOPRIRE IL VERO MOTIVO CHE DISPERDE LE TUE ENERGIE.</div>
<div style="text-align: left;">Se questo ti riesce difficile, e le prime volte che lo fai è più che probabile, non scoraggiarti,  non mollare per due motivi:</div>
<div style="text-align: left;">1) nessuno nasce &#8220;imparato&#8221; (concedimelo)</div>
<div style="text-align: left;">2) il viaggio che ti porterà alla meta più lontana, comincia sempre col primo passo!</div>
<div style="text-align: left;">poi c&#8217;è quella citazione che recita: la differenza tra un perdente ed un vincente, è che cadendo ambedue le stesse volte, il secondo si rialza una volta di più.</div>
<div style="text-align: left;"><strong>Poniti le giuste domande.</strong></div>
<div style="text-align: left;"><strong> </strong></div>
<div style="text-align: left;">Chiediti che ruolo hai avuto tu stesso per la situazioni in cui ti trovi, la potevi evitare? potevi fare un&#8217;altra scelta?Cosa sarebbe successo se ti fossi mosso in maniera differente?</div>
<div style="text-align: left;"><strong>Conclusione</strong></div>
<div style="text-align: center;">Se ti piace qualcosa GODITELA</div>
<div style="text-align: center;">Se non ti piace qualcosa EVITALA</div>
<div style="text-align: center;">Se non puoi evitarla TRASFORMALA</div>
<div style="text-align: center;">Se non la puoi nè evitare, nè trasformare</div>
<div style="text-align: center;"><strong>accettala per un tempo stabilito.</strong></div>
<div style="text-align: center;"><strong> </strong></div>
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