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“MI PRESENTO: PIACERE, CONSAPEVOLEZZA DEL SE’”

Salve a tutti, mi scuso per il modo un po’ inusuale con cui mi intrometto in questo blog, ma ho pensato che questo fosse un modo come un altro per farmi conoscere ai più, visto che ho constatato che sul mio conto circolano voci poco chiare e qualcuno addirittura ancora non mi conosce.

SONO LA CONSAPEVOLEZZA DEL SE’.

Forse sarei più corretta se usassi una forma al plurale, dato che ognuno di voi ha la PRORPIA CONSAPEVOLEZZA, o per lo meno dovrebbe averla, per cui siamo lo stesso numero di voi esseri umani, ma per comodità e per essere chiara una volta per tutte, preferisco parlarti al singolare perché è proprio a te personalmente che mi voglio mostrare in tutte le mie sfumature.

Il rapporto uno a uno è sempre il migliore e il più diretto.

In un’unica definizione, molto sinteticamente, potrei dirti che sono la tua capacità di vederti con i tuoi occhi.

Semplice?, scusa ma mi scappa da ridere! Si perché è qui che casca l’asino, senza offesa naturalmente!

Posso farti una domanda indiscreta?, tanto qui siamo solo io e te, ti chiedo solo di rispondere con onestà, altrimenti non possiamo stringere amicizia, collaborazione, complicità.

COME TI DESCRIVERESTI? COME TI PRESENTERESTI AD UN ALIENO COME RAPPRESENTANTE DEL GENERE UMANO PER FARGLI CAPIRE COME SONO FATTI I TERRESTRI?

Lo so, è una situazione assurda, ma è nei paradossi che si manifesta la realtà.

Ovvio che per rispondere, dovresti partire da ciò che hai dentro di te, perché lo sai cosa hai dentro, vero? Dai non fare lo gnorri, hai capito benissimo che non mi riferisco alla fisicità del corpo, ma intendo  quella parte di te che non si può radiografare, e che comunque è l’essenza del tuo essere… ecco esatto… i tuoi pensieri, le tue credenze, i tuoi valori e credo, le tue emozioni e sentimenti, i tuoi impulsi che ti spingono in ogni frangente a decidere il “come-dove-quando-perché-con chi-perquantotempo” di ogni situazione.

OPS! Spero di non aver osato troppo, ma è proprio di questo che sto parlando.

Sei cosciente, cioè hai sotto controllo ciò che dal tuo interno ti spinge verso l’esterno e ti fa muovere in una direzione anziché un’altra?

Io sono l’unico mezzo che hai a disposizione per usare il “tuo dentro” con cognizione di causa e di conseguenza, per coronare i tuoi sogni, le tue aspettative, ciò che vuoi realizzare nella tua esistenza. Attenzione, però, io non sono quella vocina che dialoga con te ogni volta che vuoi fare qualcosa o anche solo idearla: non ti confondere, quella è un’altra cosa Fin qui tutto bene. I guai cominciano quando tu mi vuoi scavalcare, fare come se io non ci fossi e questo mi irrita molto perché in definitiva, sono io che ne sa di più, che sono più informata sul tuo stato effettivo di efficienza, e non certe credenze e convinzioni che ti sei lasciato innestare nel cervello con l’inganno, l’ignoranza e a volta anche a tua insaputa proprio perché non sei stato né vigile, né ne hai discusso con me.

Io sono con te, dentro di te da sempre, le convinzioni, le opinioni, e una buona parte di fesserie del genere si sono infiltrate da fuori e tu le hai scambiate per me, le hai posizionate dentro di te e guarda che risultati hanno prodotto! Certo, è vero che non tutte sono così, per fortuna, ma ti assicuro che a volte mi hanno reso davvero la vita impossibile e allora io mi vendico su di te e ti lascio soffrire, perché pare che, in casi estremi, è solo tramite la sofferenza che finalmente ti decidi a vagliare la visione che hai di te stesso.

Io ne farei volentieri a meno, anche perché è un dispendio notevole sia di tempo sia di energie, ma sai come si dice: a mali estremi, estremi rimedi!

Inoltre, la storia mica finisce qui, il fatto è che come ti senti dentro, lo esterni fuori.

Ti faccio un esempio.

Supponiamo che tu sia un dirigente di non so cosa. Ti presenti in ufficio ogni mattina tutto tirato in giacca e cravatta, in tailleur se sei una lei, impeccabile, faccia seria , sguardo distaccato, (perché la tua credenza è questo che ti impone), vedi una scena buffa in cui altri ridono, e tu, per mantenere integra la tua performance, resti impassibile e prosegui per il tuo ufficio, mettendo anche a disagio chi sta ridendo, e poi, magari richiusa la porta alle tue spalle, ti sbellichi alla Fantozzi. Il casino si presenta se subito c’è qualcuno che bussa alla tua  porta! E’ dura riprendersi il contegno austero.

Che impressione credi abbiano avuto di te le persone che ti hanno visto entrare nel tuo ufficio? Esatto: della persona che non si perturba mai, tutta d’un pezzo… ma è ciò che sei realmente?

ASSOLUTAMENTE NO. Tu all’esterno dai esattamente un’immagine falsata di te come lo è la tua credenza sul come deve essere un dirigente.

Una cosa importante da tenere sempre a mente è, a prescindere dal ruolo che ricopriamo nella società,che siamo prima di tutto uomini e donne. PUNTO.

Sembra una cavolata, invece è importantissimo ricordare a noi stessi e agli altri che siamo tutti esseri umani con i propri pregi e difetti: questa è l’unica via sicura per accettare gli altri e farsi accettare a nostra volta. L’empatia si manifesta solo fra simili.

In altri termini, io sono il concetto che tu hai di te stesso. Tutto comincia e dipende da lì!

CAPISCI ADESSO PERCHE’ E’ IMPORTANTE CHE TU MI RICONOSCA COME PARTE INTEGRANTE DI TE?

Per oggi può bastare così, ti lascio con una citazione biblica, che proprio perché è tale, ha una valenza doppia: 1) se è scritta vuol dire che di solito non ne teniamo conto, 2) è imperativo per il nostro benessere farlo.

ABBIATE UN SOBRIO CONCETTO DI VOI STESSI.

Meditiamo, gente, meditiamo!

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