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	<title>Consapevolezza! Istruzioni per L&#039;uso &#187; convinzioni</title>
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	<description>Scorci di vita di uno struzzo che non ha più voluto nascondere la sua testa nella sabbia!</description>
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		<title>Il cervello: la nostra &#8220;mappa&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 16:34:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esterventura</dc:creator>
				<category><![CDATA[consapevolezza di sè]]></category>
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		<category><![CDATA[cervello]]></category>
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		<description><![CDATA[Come si fa ad acquisire la consapevolezza di sè? Cosa vuol dire in pratica?
Lo sappiamo tutti che il nostro cervello è ubicato dentro la scatola cranica, ben protetto da una parete ossea e che non ha contatti diretti con l&#8217;esterno. Se ne sta al buio, in cima alla nostra testa e, finchè abbiamo un anelito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-99" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" src="http://consapevolezzadelse.com/wp-content/uploads/2009/11/cervelli-in-mano-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />Come si fa ad acquisire la consapevolezza di sè? Cosa vuol dire in pratica?</p>
<p>Lo sappiamo tutti che il nostro cervello è ubicato dentro la scatola cranica, ben protetto da una parete ossea e che non ha contatti diretti con l&#8217;esterno. Se ne sta al buio, in cima alla nostra testa e, finchè abbiamo un anelito di vita, lui non cessa di elaborare, anzi, per meglio dire è il contrario, finchè lui lavora, noi siamo coscienti di essere vivi.</p>
<p>Qual è la sua funzione?</p>
<p>Per prima cosa dirige tutte le nostre funzioni vitali, quali battito cardiaco, respirazione,  le varie funzioni ghiandolari e via discorrendo e lo fa alla grande e non ostante noi non ci rendiamo neppure conto della complessità di tutti questi equilibri. Per esemplificazione, noi diciamo che le applica in automatico.</p>
<p>Ma tutto il resto? Come si forma e si fissa  in esso la nostra conoscenza, il &#8220;nostro sapere&#8221;?</p>
<p>Attraverso i nostri cinque sensi,( vista, tatto, odorato, udito, gusto), lui registra ogni nostra sensazione e la catologa. Come? scomponendola in frammenti e archiviandola in uno schedario dalle voci infinite.</p>
<p>Ti faccio un esempio. Tocchi una rosa. In un nano secondo, il cervello raccoglie tutte le informazioni: dimensione, colore, forma, staticità (dalla  vista); fragilità, delicatezza, morbidezza (dal tatto) profumo, intensità( dall&#8217; odorato); nessuna emissione di suono (dall&#8217;udito): non commestibile ( dal gusto).</p>
<p>A questa prima &#8220;scansione&#8221; ne segue una seconda, come una sottocategoria, in cui crea dei collegamenti con altre inforamzioni  già archiviate. Per esempio, grande come&#8230; rosso intenso come una ciliegia, il sangue, il colore dell&#8217;amore&#8230; delicatezza come seta o velluto, sensazione piacevole&#8230; ecc</p>
<p>E&#8217; da qui che nascono le associazioni di idee, i concetti, i paragoni.</p>
<p>Ma se ci pungiamo con una spina che succede? che di nuovo i cinque sensi trasmettono informazioni al cervello, che ricordiamo chiuso nel buio del suo maniero, crea l&#8217;ologramma di ciò che gli viene riportato, e di nuovo cataloga il dolore del forotto, la fuoriuscita di una goccia ematica e contemporaneamemte manda i globuli bianchi a &#8220;ricucire&#8221; la ferita, schiera gli anticorpi contro eventuali invasori nemici; spedisce nell&#8217;archivio della memoria una nota di attenzione per la prossima volta che gli occhi si poseranno su una rosa e una mano si protenderà per coglierla con le relative proposte di soluzioni perchè l&#8217;esperienza poco piacevole del dolore si ripeta.</p>
<p>Così succederà che la volta seguente che guarderemo una rosa, tra tutti gli stimoli che il cervello ci manderà in risposta, spiccherà il tabellone a luce rossa alternata &#8220;ALLARME&#8221; e tu porrai molta attenzione a non mettere più il dito sulla spina, magari cercherai un guanto e le forbici per raccoglierla senza danni.</p>
<p>Lo so che non ti sto dicendo nulla di nuovo, ma volevo che tu fossi focalizzato su questo itinerario, perché è lo stesso procedimento che il <strong>cervello usa per archiviare tutte le tue sensazioni, le quali originano le emozioni che a loro volta determineranno i tuoi pensieri e di conseguenza, anche le tue azioni.</strong></p>
<p>Ecco perché è importante porre attenzione, la massima, a ciò che si deposita nella propria testa!</p>
<p>Nella stessa maniera, ciò che <strong>percepiamo</strong> <strong>di noi stessi viene decodificato e archiviato nella memoria</strong>. Va da sè che questo processo inizia proprio dalla nostra nascita.</p>
<p>Certo che <em>da neonati</em> non abbiamo la consapevolezza di ciò che  succede sia dentro sia fuori di noi, pur non di meno <em>il cervello assolve alle sue funzioni</em>, infatti respiriamo, piangiamo quando abbiamo una qualsiasi necessità fisica e ci acchetiamo quando queste vengono soddisfatte&#8230; ci avevi mai riflettuto? La prossima volta che hai a tiro un infante, osservalo: resterai affascinato di come sappia farsi rispettare! Questo dimostra che ha un certo grado di autonomia.</p>
<p>Crescendo, impariamo a familiarizzare con i nostri arti, cominciamo a capire i rudimenti del linguaggio verbale, anche se quello corporeo ci è più chiaro e non per niente certi gesti sono universali, tradotti da tutte le lingue nello stesso gesticolare ( vedi un saluto, fame, sonno, sete, un sorriso, una lacrima ecc). Questo apprendimento altro non è che<strong> l&#8217;acquisizione della consapevolezza</strong> che le gambe servono per camminare, correre, saltare; le braccia per abbracciarsi, le mani per nutrirci, lavarci ecc, cioè impariamo la <strong>valenza </strong>delle parti del nostro corpo.</p>
<p>Fin da piccoli sappiamo che un viso che ci sorride ci dimostra accettazione, simpatia, mentre, al contrario, un viso accigliato ci rivela contrarietà, incondivisione, rifiuto.</p>
<p>Allora mi sembra naturale la deduzione che l&#8217;ambiente in cui cresciamo è importantissimo per determinare il grado di positività che <strong>istintivamente percepiamo</strong> e lasciamo filtrare attraverso i nostri sensori nel cervello.</p>
<p>Ecco che, cammin facendo, durante l&#8217;avanzare della nostra crescita, per spirito di emulazione, tendiamo ad assorbire gli atteggiamenti, con il messaggio relativo incorporato, che vediamo attuare dai nostri famigliari, in primis i nostri genitori. Cosa succede in questa fase!??!</p>
<p>Succede che tendiamo anche ad assorbire modi di fare e di pensare di chi si occupa di noi senza nemmeno che ce ne accorgiamo, senza sapere che quello che immagazziniamo in quel momento, uscirà più avanti nel tempo, quando saremo direttamente  responsabili di noi stessi.</p>
<p>Per esempio, se fin da bambini ci siamo sentiti ripetere che non possimao fare quella cosa perché siamo piccoli (= incapaci), cresceremo con quel pungolo nel fianco che ci farà sentire sempre incapaci di fare quella determinata cosa; se ci dicevano in continuazione di non mettere i soldi in bocca perché sono sporchi, cresceremo credendo che i soldi siano sporchi, impuri; ogni volta che hanno criticato NOI e non L&#8217;ATTO che abbiamo compiuto, cresceremo convinti che noi SIAMO quello che ci hanno detto.</p>
<p>Una volta adulti non avremo quell&#8217;autostima necessaria di noi stessi, ci sentiremo frustrati, fallibili, incompetenti; di soldi non ne avremo mai perché sono &#8220;sporchi&#8221;, saremo pasticcioni, incostanti, inaffidabili e via così: una bella prospettiva, non c&#8217;è che dire, e non c&#8217;è neppure da meravigliarsi se disattendiamo i nostri obiettivi o addirittura non ne abbiamo nemmeno uno&#8230; siamo demotivati, apatici, ci lasciamo vivere e la nostra esistenza rischia di passare inosservata anche da noi stessi!</p>
<p>EHI! MA STIAMO SCHERZANDO??? S V E G L I A A A A A A A!</p>
<p>Riprendiamoci ciò che ci appartiene, la nostra unicità, per esempio,  le nostre capacità, la nostra fiducia in noi stessi&#8230; come si fa? SEMPLICE!</p>
<p>BASTA RIVEDERE TUTTE LE VOCI DEL NOSTRO ARCHIVIO CHE CI RIGUARDANO: prendiamo il controllo della nostra mente, armiamoci di scopa e paletta e un capiente bidone per la spazzatura e facciamo un risti-pulisti di ciò che non ci calza più a pennello: etichette che ci hanno rifilato altri, credenze e convinzioni non scaturite dalla nostra esperienza personale.. via, via . viiiaaaaaaaaaaaaaaaaaaa</p>
<p>Non hai idea di quante volte mi sia poste le domande &#8220;E chi l&#8217;ha detto? DOVE STA SCRITTO? &#8221; e quella che prediligo : &#8220;PERCHE&#8217; NO??&#8221;</p>
<p>Se non provi, non ti metti in discussione, non risolverai mai nulla.</p>
<p>VIVI DA PROTAGONISTA E NON DA SPETTATORE INERME!</p>
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		<title>“MI PRESENTO: PIACERE, CONSAPEVOLEZZA  DEL SE&#8217;”</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 22:07:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esterventura</dc:creator>
				<category><![CDATA[consapevolezza di sè]]></category>
		<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
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		<description><![CDATA[
Salve a tutti, mi scuso per il modo un po&#8217; inusuale con cui mi intrometto in questo blog, ma ho pensato che questo fosse un modo come un altro per farmi conoscere ai più, visto che ho constatato che sul mio conto circolano voci poco chiare e qualcuno addirittura ancora non mi conosce.
SONO LA CONSAPEVOLEZZA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-95" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" src="http://consapevolezzadelse.com/wp-content/uploads/2009/11/sb10065243e-001-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></p>
<p>Salve a tutti, mi scuso per il modo un po&#8217; inusuale con cui mi intrometto in questo blog, ma ho pensato che questo fosse un modo come un altro per farmi conoscere ai più, visto che ho constatato che sul mio conto circolano voci poco chiare e qualcuno addirittura ancora non mi conosce.</p>
<p>SONO LA CONSAPEVOLEZZA DEL SE&#8217;.</p>
<p>Forse sarei più corretta se usassi una forma al plurale, dato che ognuno di voi ha la PRORPIA CONSAPEVOLEZZA, o per lo meno dovrebbe averla, per cui siamo lo stesso numero di voi esseri umani, ma per comodità e per essere chiara una volta per tutte, preferisco parlarti al singolare perché è proprio a te personalmente che mi voglio mostrare in tutte le mie sfumature.</p>
<p>Il rapporto uno a uno è sempre il migliore e il più diretto.</p>
<p>In un&#8217;unica definizione, molto sinteticamente, potrei dirti che sono la tua capacità di vederti con i tuoi occhi.</p>
<p>Semplice?, scusa ma mi scappa da ridere! Si perché è qui che casca l&#8217;asino, senza offesa naturalmente!</p>
<p>Posso farti una domanda indiscreta?, tanto qui siamo solo io e te, ti chiedo solo di rispondere con onestà, altrimenti non possiamo stringere amicizia, collaborazione, complicità.</p>
<p>COME TI DESCRIVERESTI? COME TI PRESENTERESTI AD UN ALIENO COME RAPPRESENTANTE DEL GENERE UMANO PER FARGLI CAPIRE COME SONO FATTI I TERRESTRI?</p>
<p>Lo so, è una situazione assurda, ma è nei paradossi che si manifesta la realtà.</p>
<p>Ovvio che per rispondere, dovresti partire da ciò che hai dentro di te, perché lo sai cosa hai dentro, vero? Dai non fare lo gnorri, hai capito benissimo che non mi riferisco alla fisicità del corpo, ma intendo  quella parte di te che non si può radiografare, e che comunque è l&#8217;essenza del tuo essere&#8230; ecco esatto&#8230; i tuoi pensieri, le tue credenze, i tuoi valori e credo, le tue emozioni e sentimenti, i tuoi impulsi che ti spingono in ogni frangente a decidere il “come-dove-quando-perché-con chi-perquantotempo” di ogni situazione.</p>
<p>OPS! Spero di non aver osato troppo, ma è proprio di questo che sto parlando.</p>
<p>Sei cosciente, cioè hai sotto controllo ciò che dal tuo interno ti spinge verso l&#8217;esterno e ti fa muovere in una direzione anziché un&#8217;altra?</p>
<p>Io sono l&#8217;unico mezzo che hai a disposizione per usare il “tuo dentro” con cognizione di causa e di conseguenza, per coronare i tuoi sogni, le tue aspettative, ciò che vuoi realizzare nella tua esistenza. Attenzione, però, io non sono quella vocina che dialoga con te ogni volta che vuoi fare qualcosa o anche solo idearla: non ti confondere, quella è un&#8217;altra cosa Fin qui tutto bene. I guai cominciano quando tu mi vuoi scavalcare, fare come se io non ci fossi e questo mi irrita molto perché in definitiva, sono io che ne sa di più, che sono più informata sul tuo stato effettivo di efficienza, e non certe credenze e convinzioni che ti sei lasciato innestare nel cervello con l&#8217;inganno, l&#8217;ignoranza e a volta anche a tua insaputa proprio perché non sei stato né vigile, né ne hai discusso con me.</p>
<p>Io sono con te, dentro di te da sempre, le convinzioni, le opinioni, e una buona parte di fesserie del genere si sono infiltrate da fuori e tu le hai scambiate per me, le hai posizionate dentro di te e guarda che risultati hanno prodotto! Certo, è vero che non tutte sono così, per fortuna, ma ti assicuro che a volte mi hanno reso davvero la vita impossibile e allora io mi vendico su di te e ti lascio soffrire, perché pare che, in casi estremi, è solo tramite la sofferenza che finalmente ti decidi a vagliare la visione che hai di te stesso.</p>
<p>Io ne farei volentieri a meno, anche perché è un dispendio notevole sia di tempo sia di energie, ma sai come si dice: a mali estremi, estremi rimedi!</p>
<p>Inoltre, la storia mica finisce qui, il fatto è che come ti senti dentro, lo esterni fuori.</p>
<p>Ti faccio un esempio.</p>
<p>Supponiamo che tu sia un dirigente di non so cosa. Ti presenti in ufficio ogni mattina tutto tirato in giacca e cravatta, in tailleur se sei una lei, impeccabile, faccia seria , sguardo distaccato, (perché la tua credenza è questo che ti impone), vedi una scena buffa in cui altri ridono, e tu, per mantenere integra la tua performance, resti impassibile e prosegui per il tuo ufficio, mettendo anche a disagio chi sta ridendo, e poi, magari richiusa la porta alle tue spalle, ti sbellichi alla Fantozzi. Il casino si presenta se subito c&#8217;è qualcuno che bussa alla tua  porta! E&#8217; dura riprendersi il contegno austero.</p>
<p>Che impressione credi abbiano avuto di te le persone che ti hanno visto entrare nel tuo ufficio? Esatto: della persona che non si perturba mai, tutta d&#8217;un pezzo&#8230; ma è ciò che sei realmente?</p>
<p>ASSOLUTAMENTE NO. Tu all&#8217;esterno dai esattamente un&#8217;immagine falsata di te come lo è la tua credenza sul come deve essere un dirigente.</p>
<p>Una cosa importante da tenere <strong>sempre</strong> a mente è, a <strong>prescindere dal ruolo </strong>che ricopriamo nella società,che <strong>siamo prima di tutto uomini e donne. </strong>PUNTO.</p>
<p>Sembra una cavolata, invece è importantissimo ricordare a noi stessi e agli altri che siamo tutti esseri umani con i propri pregi e difetti: questa è l&#8217;unica via sicura per accettare gli altri e farsi accettare a nostra volta. L&#8217;empatia si manifesta solo fra simili.</p>
<p>In altri termini, io <strong>sono il concetto che tu hai di te stesso. Tutto comincia e dipende da lì!</strong></p>
<p>CAPISCI ADESSO PERCHE&#8217; E&#8217; IMPORTANTE CHE TU MI RICONOSCA COME PARTE INTEGRANTE DI TE?</p>
<p>Per oggi può bastare così, ti lascio con una citazione biblica, che proprio perché è tale, ha una valenza doppia: 1) se è scritta vuol dire che di solito non ne teniamo conto, 2) è imperativo per il nostro benessere farlo.</p>
<p>ABBIATE UN SOBRIO CONCETTO DI VOI STESSI.</p>
<p>Meditiamo, gente, meditiamo!</p>
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