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	<title>Consapevolezza! Istruzioni per L&#039;uso &#187; generazioni</title>
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	<description>Scorci di vita di uno struzzo che non ha più voluto nascondere la sua testa nella sabbia!</description>
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		<title>COME SIAMO ARRIVATI AD ESSERE COME SIAMO OGGI?piccolo viaggioattraverso gli insegnamenti avuti e dati.</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 21:14:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esterventura</dc:creator>
				<category><![CDATA[consapevolezza di sè]]></category>
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Siamo stati cresciuti, almeno quelli dalla mia generazione a ritroso, con l&#8217;insegnamento del rispetto per le persone più grandi di noi, di coltivare lo slancio altruistico, di osteggiare il nostro naturale egoismo.
Poi è successo qualcosa.
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<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-116" src="http://consapevolezzadelse.com/wp-content/uploads/2009/12/CAMINO1.jpg" alt="" width="449" height="253" />Siamo stati cresciuti, almeno quelli dalla mia generazione a ritroso, con l&#8217;insegnamento del rispetto per le persone più grandi di noi, di coltivare lo slancio altruistico, di osteggiare il nostro naturale egoismo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Poi è successo qualcosa.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L&#8217;altro giorno, per andare in centro, ho preso un autobus. Era una vita che non ci mettevo piede sopra. Il corpo passeggeri era variegato: giovani, anziani, persone di mezza età. La mia attenzione è stata catturata da una signora anziana che si reggeva a mala pena in piedi e pur sostenendosi alla maniglia di un seggiolino sul quale era seduto un sedicenne, ad occhio e croce, questi non le ha ceduto il posto  pur avendola vista.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ci sono rimasta male.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ai miei tempi, non dico che si faceva a gara a chi cedeva il posto per primo, ma quella forma di rispetto almeno per gli anziani, era davvero forte. Lo so, è un banale esempio, ma mi ha fatto riflettere e molto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Certo che non voglio fare il solito discorso generazionale più che inflazionato “sulla gioventù d&#8217;oggi”( da che mondo è mondo, i giovani sono sempre stati definiti “ribelli”).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">No, il discorso è un altro: che cosa abbiamo trasmesso NOI ai nostri figli?? E non dico a parole, ma a fatti. Sì, noi, con i nostri modi di comportarci, di pensare, di sostituirci a loro esaudendo la benché minima richiesta quasi immediatamente?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Noi siamo i figli del dopo-guerra, i figli dei figli della sopravvivenza, dei moltissimi contadini e dei pochissimi benestanti. I nostri genitori sono cresciuti in un momento di grandi cambiamenti, di restrizioni e privazioni e con queste premesse si sono ripromessi di non far passare i propri figli per le medesime traversie, quindi tutti a scuola, meglio se fino all&#8217;università. Così siamo arrivati ad una generazione che  per il 90% è diplomata e/o laureata. Non stupiamoci, oggi, come mai in un cantiere edile troviamo manovali anziani e solo giovani extra-comunitari, così come per ogni altra attività che richiede abilità manuali.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Capisci dove voglio arrivare? Abbiamo tutti reso imperante il “pezzo di carta” che ci qualifica e  per il quale abbiamo sacrificato l&#8217;apprendistato formativo impartito dal vivere nel quotidiano: ci siamo trovati con la pappa cotta nel piatto e in diversi casi, abbiamo anche trovato di che criticare!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il risultato?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Tutto ci è dovuto, siamo i padroni del nostro tempo, delle conoscenze, dirette o indirette che siano, i fautori indiscussi del nostro futuro&#8230; o almeno è questo che ci raccontiamo. In compenso ci siamo lasciati alle spalle il come coltivare i rapporti umani, le relazioni sia di amicizia, sia di affetto e amore in tutte le loro forme. Siamo diventati dei cultori dell&#8217;apparire e non dell&#8217;essere&#8230; ci siamo volutamente dimenticare delle nostre origini, del perché siamo qui.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Scusa, non voglio apparirti presuntuosa, ma non ti pare che stiamo un tantino esagerando?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Basta guardare i nostri bambini: a 10 anni hanno già bruciato le tappe, sono super informati, sanno usare il pc, la play station, wii, il cellulare e chi più ne ha più ne metta, dopo la scuola tra catechismo, calcio, atletica, corsi di vario genere, arrivano a 15 /18 anni con già alle spalle relazioni amorose già consumate, durate l&#8217;arco di 2 fine settimana e concluse. Si identificano nei loro vari clan con lo slogan “ chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori” o appartieni ad uno di questi, o sei uno zero: potresti essere la sapienza e la saggezza in persona, ma fuori dal giro non sei nessuno, solo oggetto di derisione ed emarginazione. Ancora qualche anno e si entra nel mondo della competizione, dove fare lo sgambetto al compagno di merende diventa del tutto normale  se non addirittura necessario.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ma sotto sotto, dentro di noi, qualcosa brucia, urla.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Allora abbiamo due possibilità: o soffochiamo il tutto, ignorandolo ( scelta più facile nell&#8217;immediato), o l&#8217;assecondiamo incamminandoci nei meandri dentro di noi per capirne la natura e la richiesta. Questo però comporta un prezzo che non sempre abbiamo voglia di pagare&#8230; forse perché faticare non è nelle nostre corde? O forse perché comunque questo ci porterebbe ad una sorta di sofferenza, alla mercè dei giudizi altrui, al pericolo di non essere più capiti e accettati dagli altri?Forse per questi motivi e magari anche per altri, ma penso che la causa principale è che non sappiamo come si fa, perché non ci è stato insegnato come fare a tempo debito.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Non c&#8217;è scampo: ogni nostra azione ( fatta o meno) porta delle conseguenze che prima o poi verranno a riscuotere dal debitore o dalla sua discendenza, se il primo non è più in grado di pagare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">E&#8217; inevitabile, le comodità si pagano a prezzo di lusso, ma proprio perché comode, non ti insegnano strada facendo a pagare in piccole rate, così arrivi ad un passo dalla meta che per compiere l&#8217;ultimo ti presenta l&#8217;onorario tutto insieme e se hai entrate minori di ciò che è richiesto, resti lì, dietro la porta a vetri a guardare  chi ha percorso la strada magari più lunga e tortuosa che essendo già avvezzo a lasciare piccoli acconti, ora è là, oltre la soglia, mentre tu sei rimasto fuori.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
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