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	<title>Consapevolezza! Istruzioni per L&#039;uso &#187; giusto</title>
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	<description>Scorci di vita di uno struzzo che non ha più voluto nascondere la sua testa nella sabbia!</description>
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		<title>QUESTIONE DI LIMITI</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 15:19:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esterventura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
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Hai mai notato da quanti limiti siamo circondati? Limiti di velocità, di carico, di portata, di età, deviazioni obbligatorie, divieti di sosta, richiesta minima di requisiti, titoli di studio, dimostrazioni di esperienza, osservazioni di regole ecc.
In ogni contesto, il più delle volte, una limitazione ha la sua ragion d&#8217;essere, certo, ma è sempre vero?
Voglio dire, [...]]]></description>
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<p style="margin-bottom: 0cm;"><img class="alignleft size-full wp-image-111" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" src="http://consapevolezzadelse.com/wp-content/uploads/2009/12/78485951.jpg" alt="" width="261" height="353" />Hai mai notato da quanti limiti siamo circondati? Limiti di velocità, di carico, di portata, di età, deviazioni obbligatorie, divieti di sosta, richiesta minima di requisiti, titoli di studio, dimostrazioni di esperienza, osservazioni di regole ecc.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">In ogni contesto, il più delle volte, una limitazione ha la sua ragion d&#8217;essere, certo, ma è sempre vero?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Voglio dire, ci sono casi in cui, per evitare qualcosa di peggio, bisogna oltrepassare la linea di demarcazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Per esempio, stiamo percorrendo un tratto di  corsia stradale delimitata dalla doppia linea bianca continua alla nostra sinistra. Il segnale è chiaro e inequivocabile: non invadere l&#8217;altra carreggiata. Supponiamo che procedendo, ad un certo punto, ci troviamo un ostacolo alla nostra destra: due ragazzini caduti dalle biciclette e stesi a terra. Che si fa?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Lo spazio per frenare è insufficiente. Li travolgiamo per non sconfinare la delimitazione della doppia riga, ed essere così ligi al codice della strada, oppure invadiamo l&#8217;altra carreggiata per lo stretto necessario per evitare sia di investire i ragazzini, sia la collisione con un&#8217;eventuale vettura che arriva dal lato opposto? <strong>E&#8217; una questione di istanti</strong>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>E&#8217; una questione di istinto</strong>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Sicuramente sceglieremo la seconda ipotesi. Però così facendo abbiamo commesso un&#8217;infrazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ovviamente, dal punto di vista delle priorità e del buon senso, il cercare di scansare i malcapitati è l&#8217;azione più logica da effettuare, ma eticamente sei nei guai. E se nel fare questa manovra sfreghi un&#8217;auto che proviene normalmente dalla carreggiata opposta? Capisci che la cosa si complica.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Adesso non voglio certo entrare nel merito dell&#8217;esempio in sé, anche perché si spera, nell&#8217;eventualità, di essere così fortunati di salvare capra e cavoli, e superare l&#8217;ostacolo senza incidenti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Alla fine della fola, comunque il codice della strada ha sempre ragione in quanto ti dice che comunque sia, la tua andatura ti deve consentire di avere il tempo e spazio utile per evitare un ipotetico ostacolo, quindi di fermarti senza fare danni né a destra, né a sinistra e restare dentro la delimitazione della tua corsia.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Non è semplice!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Se ogni volta che ti metti al volante pensi a tutte le controversie che si potrebbero verificare, … rinunceresti all&#8217;auto e prenderesti il bus o un taxi: almeno ti risparmieresti tutte le responsabilità del caso!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">E allora? Che senso avrebbe prendere la patente, comprarsi la macchina? Vedi come sia tutto <em>relativo?</em> <em>L&#8217;unica cosa che ci permette  di andare oltre è la nostra<strong> propensione al rischio.</strong></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">C&#8217;è chi lo chiama “libero arbitrio”.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Chiamalo come ti pare, tanto la sostanza non cambia.                                              Di fatto, ciò che conta, è la misura con cui ti metti in discussione, e qui credo non ci sia limite che tenga: o ci provi o non ci provi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em>Non esiste</em> una via di mezzo, <em>un compromesso</em>:<strong> la verità nasce sempre da un paradosso</strong>!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">C&#8217;è il bianco perché c&#8217;è il nero, la luce perché c&#8217;è il buio, il giorno perché c&#8217;è la notte. Ciò non ostante né i primi, né i secondi sono “buoni” o “cattivi”, “giusti” o “sbagliati” in sé,sono tutto e niente nello stesso tempo perché gli uni senza gli altri non avrebbero ragione di esistere.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Se si riduce tutto a quest&#8217;ottica, vedi come tutto diventa relativo? E allora??<strong>Perché tendiamo sempre a complicarci la vita?</strong> Perché continuiamo a far girare le nostre rotelline cerebrali,  imponendoci limiti su limiti su questioni di rilevanza zero?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Torniamo sempre al unto di partenza, e come è scritto più volte nella Bibbia, “<em>Nel principio non era così</em>”. Abbiamo perso di vista l&#8217;obiettivo principale e cioè il VIVERE BENE il che vuol dire in armonia con noi stessi e con ciò che ci circonda&#8230; a che punto siamo? Stiamo veramente vivendo alla grande? SIAMO CONSAPEVOLI DEL FATTO CHE STIAMO VIVENDO UN&#8217;ESPERIENZA UNICA? O piuttosto non stiamo SOPRAVVIVENDO alla meno peggio in sintonia con ciò che siamo e con ciò che ci circonda?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Credimi, non voglio essere disfattista, ANZI, è proprio il contrario. Vorrei riuscire a catturare la tua attenzione perché tu potessi cercare di vedere la vita da un altra ottica. Ti rendi conto che ci siamo costruiti una <em>realtà artificiale in cui stiamo rinnegando noi stessi</em>, dove conta più l&#8217;”apparire” che l&#8217;”essere”? Che ci siamo creati un sacco di esigenze fittizie solo perché <em>abbiamo paura di guardarci dentro?</em> E lo sai perché? PERCHE&#8217; CIO&#8217; CHE NON CONOSCIAMO CI SPAVENTA e allora preferiamo fuggire, nasconderci dietro una forma compatta di sabbia bagnata, che una volta in balia del sole e del vento si asciuga e si disperde intorbidendo l&#8217;aria circostante a tal punto da non riuscire a vedere più niente. Da qui alla confusione, allo smarrimento, alla depressione il passo è davvero breve.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Metti la ragione al servizio dell&#8217;istinto, come nel caso dell&#8217;ostacolo descritto più sopra, e vedrai che smetterai di nasconderti, di fuggire e comincerai ad essere presente a te stesso, a parlare con te, a conoscerti, a stupirti di quante risorse ha il tuo fisico per affrontare ogni situazione e sbriciolare qualsiasi limite ti venga opposto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ricordati: le cose si imparano solo facendole, non ci sono scorciatoie o sconti e non c&#8217;è qualcuno che possa fare al posto tuo. Svegliamoci, riprendiamo il controllo di noi stessi nel lasciarci andare alla scoperta di come siamo fatti, delle infinite e poliedriche risorse che neppure sospettiamo di possedere.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">E&#8217; come se andassimo a mendicare pur avendo la casa piena di ricchezze,  non per avidità o grettezza, ma per ignoranza e stupidità!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
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