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L’ISTINTO: la nostra guida, il nostro “salvagente”.

Quante volte ti sei trovato in una situazione in cui hai agito di getto, senza pensare? Si quelle circostanze in cui ti muovi senza una ragione apparente, sulle quali ti soffermi “dopo” a pensare, a gesto o frase compiuta. Da dove è scaturita quella reazione?

Dal tuo istinto.

Il più delle volte, quando pensiamo all’istinto, rivolgiamo la nostra attenzione a quello che, genericamente, chiamiamo “istinto di sopravvivenza” convincendoci, erroneamente, che  l’unica sua funzione sia fine a se stessa.

Così non è!

Il vocabolario spiega: 1)manifestazione congenita ed eriditaria, quindi anteriore all’esperienza, che fa parte dell’inconscio, e che ha il compito di preservare l‘ individuo per la conservazione della specie. 2) spinta interiore, indipendente dall’intelligenza, che porta l’uomo ad agire in un determinato modo. Inclinazione naturale dell’animo umano. Impulso spontaneo e irrazionale.

E’ interessante anche ciò che riporta il dizionario dei sinonimi e contrari: impulso congenito,inclinazione naturale,disposizione naturale, propensione,attitudine, tendenza. Contrario: volontà, volere, proposito, intenzione, ragione.

Gli antropologi, inoltre, ci  informano che i primi uomini vissuti sulla Terra, avevano la massa cerebrale molto meno sviluppata della nostra. Verrebbe da pensare che i nostri avi fossero davvero poco intelligenti, ma allora come ha potuto il genere umano evolversi fino ai giorni nostri?

La risposta è da attribuirsi ad un solo fattore: l’istinto.

E’ con quello che l’uomo primordiale si procurava il cibo, sapeva che doveva cacciare sottovento, sapeva decifrare i segni del cielo per capire l’andamento metereologico, sapeva di trovarsi davanti ad un pericolo, ad una minaccia.

Ogni cellula dei suoi sensi funzionava come un micro radar, o una parabola se preferisci, per captare anche la più piccola informazione dal mondo che lo circondava.

Nel trascorrere dei secoli, ha usato sempre un pò di meno l’istinto e sempre un pò di più la ragione fino a quando questa ultima non ha preso il sopravvento. Recenti studi sul cervello hanno dimostrato che esso si è formato strato su strato proprio attorno alla sede dell’istinto, quasi soffocandolo.

Proprio l’altro giorno stavo ragionando con una mia amica sul numero esagerato delle  scoperte scientifiche straordinarie di questo ultimo secolo.

Se le proporzioniamo a quelle fatte dalla notte dei tempi ad oggi, credo che converrai con me, che in questi ultimi 100 anni l’uomo ha materializzato più scoperte che per i 3900 anni precedenti.

Pensa all’invenzione della radio, della televisione, dell’automobile, gli aerei, le navicelle spaziali… pare che siamo arrivati persino sulla Luna!

Pensa anche solo allo strumento che ci sta tenendo in contatto in questo momento: il pc! Con esso possiamo, dalla nostra postazione, viaggiare, anche se virtualmente, in tutto il mondo, telefonarci, vederci in tempo reale… una notizia su internet fa il giro di tutto il globo in un nano secondo…

Mi viene in mente una profezia della Bibbia dove è scritto “ogni occhio lo vedrà”  anche solo 30 anni fa sembrava fantascienza una frase simile… oggi comincia ad essere possibile…

L’inghippo di tutto questo sta nel fatto che stiamo perdendo una nostra peculiarità molto importante. Non che io sia contro l’intelligenza, intendiamoci, ma è che abbiamo perso di vista le priorità: si può coltivare ugualmente l’intelligenza, però non bisogna distruggere l’istinto.

Infatti è proprio quello che ci aiuta a risalire la china quando cadiamo nello stress, nella depressione ( frutti della ragione e non dell’istinto). Non sono i ragionamenti, per profondi belli stimolanti che siano, che ci salvano dall’autodistruzione, è l’istinto di conservazione. Quello stesso che ci porta a compiere gesti “illogici” in situazioni d’emergenza, che una volta poi superata la crisi, saranno oggetto di giudizio per la razionalità.

L’istinto atavico, oltre che manifestarsi per singolo individuo, per mezzo di questo, si espandeva anche anche al gruppo di appartenenza.

Dov’è tutto questo oggi? oggi ti devi guardare le spalle, non esistono più certezze, ogni ruolo è snobbato, la famiglia  ha perso la sua funzione protettrice (verso i figli piccoli) e formatrice (verso i figli adolescenti), le istituzioni sono carenti, il lavoro a tempo indeterminato è scomparso, raramente si può contare sugli amici, la lealtà il rispetto non si sa più dove siano… e qual è il risultato?

I nostri figli rimangono in casa con un genitore ( dato l’alta incidenza di separazioni ) fino a 30 anni e anche più ( a causa della scarsa o nulla preparazione ricevuta per affrontare la vita da soli), hanno lavori precari e magari anche al di fuori dalla cerchia dei loro studi; le donne vogliono dimostrare agli uomini che non hanno nulla da invidiare a loro, gli uomini si sentono sopraffatti dalle donne e tutti soccombono senza distinzione sotto la tecnologia robotica e informatica: è il panico!

Allora eccoci soccorsi dalla nostra intelligenza che ci ha portato a dove siamo oggi, dove l’apparire conta più dell’essere, quindi abbiamo inventato la moda, la politica, le religioni, il gossip, la settimana bianca, le associazioni senza scopo di lucro, le organizzazioni mondiali per la fame nel mondo ecc…e stiamo perdendo noi stessi!

Un giorno di black out nazionale ci mette in ginocchio: non possiamo più vendere e comprare, non possiamo comunicare, scaldarci, nutrirci, lavorare, usare l’ascensore, salire sul metrò… ci sentiamo dei cavernicoli! Forse perché anche a quei tempi il genere umano si vestiva con pellicce di animali??

Scusate, dimenticavo, ora siamo ecologici… usiamo pellicce sintetiche (ma non sarà perchè i pochi esemplari rimasti  sono protetti?)

Mi rendo conto di essere impopolare parlando in questo modo, ma ho voluto di proposito provocare pesantemente, perché solo un terremoto interiore può incrinare la cementata in cui abbiamo relegato il nostro istinto impedendogli di svolgere la sua funzione.

L’istinto non esclude l’intelligenza, l’ideale sarebbe la sinegia tra i due fattori, la loro complementarietà e non certo la supremazia dell’uno sull’altra o viceversa. Dvremmo trovare il giusto equilibrio.

Questa è la chiave di tutto, l’equilibrio. Tutto intorno e dentro di noi si dovrebbe muovere ed evolvere con equilibrio: il sistema solare, le stagioni, il nostro corpo… quando questo viene alterato anche solo in minima parte, cominciano i guai. Basta ascoltare le notizie sul buco nell’ozono, lo scioglimento dei ghiacciai, le nostre malattie, persone che buttano il cibo, altre che muiono di fame… tutti squilibri che trovano origine dalle nostre bellissime e profonde pensate! Colpa del sistema?? ok, ma chi c’è dietro al sistema?  alla fine della fola c’è sempre ognuno di noi, volenti o nolenti, ognuno di noi ha il proprio pezzettino di responsabilità.

Lo so non è piacevole ammetterlo, ma è vero, io, tu, e tutti gli altri  siamo le tessere del grande mosaico: svegliamoci finché siamo ancora in tempo, forse!

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